Lo sapevi che…
la moviola in campo.
E’ recentissima la clamorosa dichiarazione del numero uno della Fifa, Joseph Blatter che, parlando ai microfoni della televisione francese “TF1″, ha affermato: “Penso che nel 2012 avremo un sistema che consenta di dire se ci sia stato o meno un gol, se così fosse e venisse collaudato alla perfezione, a quel punto sarà introdotto ai Mondiali del 2014. Per evitare all’Inghilterra un’evidente ingiustizia era necessario riaprire il dibattito su questo punto, ed è proprio ciò che abbiamo fatto“. Una dichiarazione che potrebbe segnare un’autentica svolta nel mondo del calcio…
L’”ingiustizia” a cui si riferisce Blatter riguarda l’episodio che tanto fece discutere durante i Mondiali in Sudafrica 2010, nella partita degli ottavi di finale tra Germania e Inghilterra: nel primo tempo, la palla - calciata dall'inglese Frank Lampard - dopo aver colpito la traversa, rimbalzò sul campo e superò completamente la linea di porta. Un gol che non fu assegnato dall’arbitro in campo ma che, se convalidato, avrebbe portato al 2-2 e cambiato la partita, che si chiuse invece con un pesante 4-1 per i tedeschi.
Molti anni prima - nel 1966 - analoga situazione ma a beneficiare dello “svarione” arbitrale era stata l'Inghilterra. La finale dei mondiali tra Inghilterra e Germania Ovest (30 luglio, stadio di Wembley a Londra), vinta dagli inglesi per 4-2, fu viziata da un sospetto “gol fantasma” di Hurst, il quale consentì all'Inghilterra di portarsi in vantaggio per 3-2 e vincere titolo e coppa.
Il “sistema che consenta di dire se ci sia stato o meno un gol” a cui allude Blatter, nient’altro è che la “MOVIOLA”, “«moderna versione del giudizio di Dio, implacabile occhio tecnologico», come la definisce Aldo Grasso nella sua «Enciclopedia della televisione Garzanti».
Vietarla? Renderla decisiva? Ad altri l’arduo giudizio. Noi ci limiteremo a una brevissima storia della parola che compare nella nostra lingua intorno al 1930 con questa accezione: «apparecchiatura per il montaggio cinematografico, che permette di fermare la pellicola in qualunque momento e di farla scorrere avanti e indietro a diverse velocità». Le rare citazioni letterarie si riferiscono a questo impiego: alla moviola accennano Carlo Levi ne «L'orologio» (1950), Mario Soldati nel romanzo «Le due città» (1964), Pier Paolo Pasolini nella raccolta di scritti postumi «Le belle bandiere» (1977). Quanto all'etimologia, la parola è un nome anglo-americano (all'inizio, «movieola») che deriva da «movie» (pellicola, film). Andando a ritroso nei secoli, come si può intuire da queste somiglianze, si arriva al verbo latino della seconda coniugazione «move re».
Va detto, infine, che la versione della moviola come strumento per rivedere e analizzare riprese di avvenimenti sportivi, soprattutto del calcio, risale al 1967, all'intervento del giornalista Carlo Sassi ne «La Domenica sportiva».
E’ il 22 gennaio 1967. Quel giorno si giocava Juventus-Lazio. Al 7' minuto della ripresa, una punizione dalla destra dello juventino Menichelli sorvolò l'intera difesa laziale giungendo a pochi metri dal montante opposto, dove De Paoli entrando al volo di destro gettò il pallone sotto l'incrocio dei pali. Questo però rimbalzò sulla parte superiore della rete tornando in campo nelle mani del portiere Cei, che rilanciò immediatamente in avanti. Mentre i giocatori juventini iniziavano a esultare, l'azione continuò, con l'arbitro De Marchi che con larghi cenni delle mani intimava di proseguire. A quel punto scoppiò il consueto caos fatto di proteste rivolte al direttore di gara. La virulenza deve essere stata tale che De Marchi, dopo aver fermato il gioco, finì per consultarsi con il guardalinee che però sembrò confermare l'inesistenza del gol. Niente da fare per la Juventus e partita che continuò, terminando ufficialmente a reti inviolate. Ma quella sera, «La Domenica sportiva», allora condotta da Enzo Tortora, mostrò almeno 4 volte alla moviola l'azione incriminata, utilizzando in trasmissione questo strumento fino ad allora riservato al montaggio dei servizi. Si vide così, che il pallone era entrato per intero.
In quello stesso anno, qualche mese più tardi, il 22 ottobre, nel derby Milan-Inter, Gianni Rivera colpì la traversa, il pallone rimbalzò sul campo e venne calciato fuori. L'arbitro convalidò con molti dubbi ma la sera successiva la RAI mostrò l'azione incriminata, dimostrando che la palla non era entrata completamente. GOL FANTASMA! Ed è proprio a questo episodio che universalmente si fa risalire la data di nascita della moviola applicata allo sport del calcio in Italia.
La moviola che toglie, la moviola che dà. Come nel 1994, in occasione della festa dei 50 anni di Gigi Riva: proprio la moviola dimostrò che il gol di Riva segnato contro la Jugoslavia nella finale degli Europei del 1968, era stato regolare.
Per 26 lunghi anni si era creduto che quel gol fosse stato un mezzo regalo dell'arbitro spagnolo Ortiz de Mendibil, invece la moviola fece giustizia, consacrando nell’olimpo del calcio l'Italia di Valcareggi, che vinse gli Europei del 1968 con la generazione di calciatori più forti nella storia del calcio italiano, quasi tutti quelli che avrebbero poi portato la Nazionale in finale ai Mondiali del 1970.
Ma questa è tutta un’altra storia…

