Uliveto nella storia
Nel piccolo paese di Uliveto, avvolto dal verde
collinare toscano, lì dove impera la pianta di ulivo, sorge
l'importante complesso delle Terme di Uliveto.
La Fonte di questo paesino godeva di una certa fama già in
un passato abbastanza remoto. Di lei si racconta in occasione del
passaggio per Vicopisano delle truppe del Barbarossa, lungo la strada
di Bientina. L'acqua dissetò le truppe imperiali stremate
dalla lunga marcia.
Anche il dotto sacerdote Ludovico
Antonio Muratori, noto storico del '700, riconobbe l"importante
ruolo del paese di Uliveto riportando un documento del mille.
Già a quei tempi erano noti gli effetti non solo dissetanti,
ma anche salutari dell"acqua della fonte "il Bagno antico"
come allora veniva chiamata. Spesso per riempire le fiasche, ci
si doveva accodare alla lunga fila di persone che tornavano lì
per i benefici avuti dal consumo di questo importante prodotto naturale.
Della sua importanza ci rendiamo conto anche consultando gli atti
della Repubblica Pisana che riportano l'edificazione di una "Balneum
et Fontanam", che avrebbe avuto dei buoni effetti a livello del
sistema digerente e più precisamente dei "catarri gastrici".
Arrivando a tempi meno remoti, in un suo libro edito nel 1835 un
noto medico, il Giuli, indicò chiaramente gli effetti benefici
di quest'acqua. Il suo studio fu guardato con molta attenzione,
a cavallo del '900, da altri illustri clinici italiani come Grocco,
Fedele, Zoja, che a loro volta, con la loro opera, contribuirono
allo sviluppo degli impianti termali.
Nel 1910, considerata l'importanza benefica per la salute di quest'acqua,
fu costruito il primo impianto di imbottigliamento della Società
per Azioni "Acqua e Terme di Uliveto".
La salubrità e l'efficacia di quest'acqua sono, insomma,
riconosciute da tempi remoti. Gli
studi più recenti hanno confermato quanto il tempo e
la tradizione ci avevano trasmesso; quanto nei secoli, era stato
legittimato proprio dalle popolazioni di Uliveto, di Vicopisano,
di Pisa e di molte località della Toscana.
Ludovico Antonio Muratori
Storico, letterato ed erudito
(Vignola 1672 - Modena 1750)
Sacerdote, studioso di storia, filosofia, giurisprudenza e teologia,
fu un protagonista del suo tempo, una persona di grande
spessore intellettuale, la cui attività può dirsi
ispirata a principi e valori pre-illuministici.
Carlo Borromeo lo fece nominare nel 1695
Bibliotecario dell'Ambrosiana, ove rimase 5 anni.
Nel 1700 fu richiamato a Modena dal Duca Rinaldo I
che lo incaricò di riordinare la Biblioteca e l'Archivio
Estense.
La sua fama è legata ad innumerevoli pubblicazioni tra le
quali:
Rerum Italicarum Scriptores, Antiquitates Italicae Medii Aevi,
Annali d'Italia e Della pubblica felicità oggetto dei buoni
principi.