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CURIOSITÀ

Acqua e mito: Poseidone, l’irascibile dio del mare

Conosciamo il potentissimo e capricciosissimo dio greco del mare.

Poseidone, il potentissimo dio greco del mare, è solo una delle tante divinità venerate dagli antichi Greci. Nell’antichità, gli elementi principali, acqua, aria, terra e fuoco, erano rappresentati da potenti divinità. Si trattava di figure soprannaturali, che con le loro azioni influenzavano la vita e la morte degli uomini, dei quali incarnavano virtù e vizi. Secondo la mitologia greca, gli dei principali (ma esistevano anche dei minori) erano dodici e abitavano sul monte Olimpo, il cui re era Zeus, dio del cielo, dei fenomeni atmosferici e dei fulmini, sposato con Era, regina degli dei e dea della famiglia e del matrimonio.

In origine era il Caos primordiale, dal quale si originarono Urano e Gea: dalla loro unione nacque Crono, padre di Zeus e dei suoi cinque fratelli. Prima che la moglie Rea partorisse il primo figlio, una profezia rivelò che Crono sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli: per questo motivo, egli cominciò a divorarli uno dopo l’altro, subito dopo la nascita. Rea, per salvare almeno l’ultimo dei figli, Zeus, riuscì a ingannare il marito con un tranello: al posto del piccolo gli fece ingoiare un sasso e nascose il neonato in un posto sicuro. Raggiunta la maturità, Zeus affrontò il padre e liberò tutti i suoi fratelli.

Degno padre del ciclope Polifemo

Tra i cinque fratelli di Zeus, oltre a Era (avete capito bene: Era era sia moglie che sorella di Zeus!) c’era anche Poseidonedio del mare, di tutte le acque, della navigazione e dei terremoti. Se la maggior parte delle divinità greche aveva un bel caratterino da far invidia al più capriccioso e irascibile degli umani, Poseidone probabilmente li batteva tutti. A lui erano attribuite tutte le forze oscure e le catastrofi naturali, oltre che un carattere violento e vendicativo: fu lui a tenere Ulisse lontano dalla patria per molti anni, e fu sempre lui a scatenare tutte le sue ire sul povero Ulisse dopo che questi ingannò il mostruoso gigante Polifemo per salvarsi la pelle e fuggire dalla grotta in cui era tenuto prigioniero insieme ai compagni.

Polifemo era solo uno dei figli di Poseidone, il quale ne ebbe moltissimi sia dalla moglie che dalle numerosissime amanti. Non solo i figli del dio del mare erano esseri mostruosi, anche le amanti lo erano: tanto per citarne alcune, la Medusa, con i capelli di serpente e gli occhi che trasformano pietra chi li fissa, e l’Erinni, mostro della vendetta e del rimorso. Il dio dal tridente

Nell’iconografia classica, Poseidone, che per gli antichi romani altri non era che il dio Nettuno, è rappresentato come un dio dal fisico possente, spesso alla guida del suo carro trainato da cavalli (si pensa che originariamente Poseidone sia nato proprio come dio-cavallo, per venire solo successivamente assimilato al culto dell’acqua) o da cavallucci marini o, ancora, da delfini, ma sempre con il suo tridente in mano. Tra le storie di cui è protagonista vi è la contesa con la dea Atena per l’attribuzione del nome alla città di Atene: vinse la dea perché le donne erano più numerose e votarono tutte per lei. 

Nella guerra di Troia, si racconta che Poseidone si fosse schierato dalla parte dei Greci: ciò nonostante intervenne per salvare la vita a Enea, principe troiano, quando questi stava per essere ucciso da Achille. In suo onore venivano celebrati i giochi istmici (competizioni di carattere sportivo, istituite nel 582 a.C.) e numerosi erano i culti a esso dedicati.

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