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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Cosa succede quando l'acqua incontra la terra

Cosa succede quando l'acqua incontra la terra
CURIOSITÀ

Il paesaggio costiero

Come il più grande degli artisti l’acqua dei mari e quella piovana modellano il paesaggio. Non ce ne rendiamo conto perché è un lavoro che si sussegue incessantemente nei giorni, negli anni, nei secoli. Un’onda alla volta, una goccia dopo l’altra le coste vengono erose, scavate, plasmate.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: spiagge dorate o bianchissime di sabbia fine, spiagge di ciottoli tondi e lisci, oppure di scogli bagnate da acque cristalline, ma anche ripidissime scogliere a strapiombo sul mare e alte falesie dalle pareti perfettamente lisce o leggermente ondulate. Sono tutti paesaggi costieri a noi familiari, il cui aspetto è stato modellato proprio grazie all’azione dell’acqua.

Erosione e deposizione

Le modalità principali con cui l’acqua modella la linea delle coste sono due: l’erosione e la deposizione. In generale, le spiagge sono il risultato del bilanciamento tra queste due azioni: da una parte l’erosione sottrae materiale costiero e dall’altra la deposizione ne porta di nuovo. La quantità di materiale presente su una spiaggia cambia continuamente, così come la sua natura: ogni singola onda che vi si infrange trasporta sabbia avanti e indietro attraverso i flutti e attraverso la risacca; all’estremità delle spiagge la sabbia viene asportata e poi depositata in acque profonde.

Sono svariati i modi in cui una spiaggia può ricevere apporti sabbiosi o può esserne privata: quando le perdite sono bilanciate dagli apporti si dice che la spiaggia è in equilibrio e pertanto riesce a conservare la propria ampiezza. Se invece prevalgono le perdite, la spiaggia diminuirà in ampiezza; viceversa, questa aumenterà nel caso in cui le entrate superino le uscite. Questo tipo di fenomeno è molto evidente in quasi tutte le nostre calette: spiaggia fine (deposizione) incastonata tra rocce e scogli (erosione).

Falesie e fiordi

Diverso è invece il caso delle falesie, coste molto alte costituite da pareti verticali a strapiombo sul mare che arretrano continuamente (da qualche millimetro ad alcuni centimetri ogni anno) a causa dell’erosione, che agisce in maniera uniforme lungo tutta la linea di costa, scalzando al piede le pareti rocciose. I più suggestivi esempi di falesie in Europa li possiamo trovare in Galizia (Vixía da Herbeira), in Irlanda (Slieve League), nel Mare del Nord (Cape Enniberg) ma anche nella più nostrana Sardegna (Punta Giradili).

Altre formazioni costiere spettacolari sono rappresentate dai fiordi: insenature strette e lunghe (fino a centinaia di chilometri), chiuse tra alte e ripide pareti verticali. La loro origine è molto diversa perché in questo caso si tratta di antiche valli glaciali, che furono poi invase dal mare al termine delle glaciazioni. Stavolta quindi un fenomeno dovuto sempre all’erosione da parte delle acque… anche se sotto forma di ghiaccio! I fiordi più spettacolari e conosciuti si trovano ovviamente in Norvegia (tra i più noti quello di Ålesund), ma anche l’Italia ha il suo piccolo e romanticissimo fiordo a Furore, in Campania, noto tra l’altro perché nel 1948 fu il set cinematografico di “Amore”, la pellicola diretta da Roberto Rossellini e con due mostri sacri come Federico Fellini e Anna Magnani.