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Helicobacter pylori: sintomi, cause e cura

L’Helicobacter pylori è uno dei batteri più diffusi al mondo: si stima sia presente nello stomaco di circa 25 milioni di italiani, nella maggior parte dei casi senza dare alcun sintomo. In questo articolo vediamo cos’è, come si trasmette, quali sintomi può provocare, come si diagnostica e si cura, e quale alimentazione seguire per non irritare ulteriormente lo stomaco.
Indice
- Cos’è l’Helicobacter Pylori
- Come si prende l’Helicobacter Pylori
- Infezione da Helicobacter Pylori: i sintomi da non sottovalutare
- Helicobacter Pylori: come si scopre e come si diagnostica il batterio
- Come si cura l’Helicobacter Pylori
- Dieta per l’Helicobacter Pylori: cosa mangiare e cosa evitare
- l ruolo dell’acqua minerale contro l’ipersecrezione gastrica
- FAQ
- Fonti e Approfondimenti
Cos’è l’Helicobacter Pylori
L’Helicobacter pylori è un batterio dalla caratteristica forma a spirale, in grado di sopravvivere nell’ambiente estremamente acido dello stomaco grazie a un enzima, l’ureasi, che gli permette di neutralizzare i succhi gastrici circostanti e creare attorno a sé un microambiente più favorevole alla sua sopravvivenza.
Per saperne di più, leggi il nostro approfondimento su cos’è l’Helicobacter Pylori.
Come si prende l’Helicobacter Pylori
L’uomo è l’unico serbatoio conosciuto di questo batterio, e la sua trasmissione avviene molto probabilmente per via oro-fecale oppure oro-orale.
È quindi possibile contrarre l’infezione attraverso il contatto diretto con feci, vomito o saliva di persone infette, oppure mangiando o bevendo alimenti e acqua contaminati.
Le condizioni igienico-sanitarie non ottimali favoriscono la trasmissione, che tende a verificarsi più facilmente in ambito familiare o tra persone che vivono a stretto contatto, ad esempio in comunità chiuse o strutture di assistenza.
Infezione da Helicobacter Pylori: i sintomi da non sottovalutare
Nella maggior parte dei casi l’infezione da Helicobacter pylori è del tutto asintomatica.
Quando invece si manifesta, i disturbi più comuni sono:
- Bruciore e dolore allo stomaco, soprattutto a digiuno.
- Nausea, talvolta accompagnata da vomito.
- Reflusso gastroesofageo.
- Gonfiore addominale ed eruttazione frequente.
- Inappetenza e, nei casi più marcati, perdita di peso.
Meno nota, ma scientificamente rilevante, è la correlazione tra Helicobacter pylori e stanchezza cronica: l’infezione, se prolungata nel tempo, può ostacolare il corretto assorbimento del ferro e della vitamina B12, causando anemia sideropenica o anemia perniciosa. Questo si traduce, nella pratica, in una spossatezza e un affaticamento persistenti che possono essere facilmente sottovalutati o attribuiti ad altre cause.
Helicobacter Pylori: come si scopre e come si diagnostica il batterio
Esistono diversi test per accertare la presenza di Helicobacter pylori, alcuni non invasivi e altri invasivi:
- Breath test (test del respiro con urea marcata): il test non invasivo più utilizzato. Si basa sulla capacità del batterio di scindere l’urea grazie all’enzima ureasi, producendo anidride carbonica marcata che viene rilevata nel respiro.
- Ricerca dell’antigene nelle feci: individua le proteine del batterio direttamente in un campione di feci.
- Test sierologico: un prelievo del sangue che ricerca gli anticorpi specifici contro il batterio; è meno indicato per confermare l’avvenuta guarigione, poiché gli anticorpi possono restare presenti a lungo anche dopo l’eradicazione.
- Gastroscopia con biopsia: l’unico esame invasivo, riservato ai casi che richiedono anche una valutazione diretta della mucosa gastrica; consente di prelevare un piccolo campione di tessuto da analizzare.
Come si cura l’Helicobacter Pylori
La terapia per l’Helicobacter pylori si basa sull’eradicazione del batterio, ottenuta attraverso una combinazione mirata di antibiotici e inibitori di pompa protonica (IPP), che riducono la produzione di acido gastrico favorendo l’azione degli antibiotici. Lo schema terapeutico va sempre prescritto e valutato dal medico, anche in base a eventuali resistenze batteriche note nel territorio.
Dieta per l’Helicobacter Pylori: cosa mangiare e cosa evitare
Una corretta alimentazione non sostituisce la terapia medica, ma può affiancarla efficacemente, evitando di irritare ulteriormente una mucosa gastrica già infiammata.
Cosa mangiare con l’Helicobacter Pylori
- Frutta e verdura cotta, ricche di antiossidanti utili a contrastare l’infiammazione
- Carboidrati complessi ben cotti (pasta, riso, pane non condito)
- Carni bianche, magre e ben cotte
- Pesce magro, cotto con metodi leggeri (vapore, ai ferri, in padella con cotture brevi)
- Acidi grassi polinsaturi, come omega-3 e omega-6
- Alimenti ricchi di fibra, utile anche per contrastare la stitichezza legata alle terapie con antiacidi
È inoltre importante integrare nutrienti chiave come vitamina C e zinco, che favoriscono la riparazione dell’epitelio gastrico danneggiato, e monitorare i livelli di vitamina D: alcuni studi scientifici recenti suggeriscono che una carenza di vitamina D possa influenzare negativamente la risposta immunitaria dell’organismo contro l’infezione, e che livelli adeguati siano associati a una maggiore efficacia della terapia di eradicazione.
Scopri perché è importante assumere vitamina D.
Cosa evitare con l’Helicobacter Pylori
In caso si soffra di Helicobacter Pylori si sconsiglia di assumere:
- Caffè, anche decaffeinato
- Tè
- Alcolici e bevande gassate
- Spezie
- Cibi fritti e alimenti molto grassi
- Alimenti zuccherini
- Cibi in scatola, affumicati, insaccati e formaggi stagionati
È consigliato mangiare poco e spesso, evitando porzioni abbondanti e i digiuni prolungati, che portano lo stomaco a secernere acidi in assenza di cibo da digerire. Meglio evitare anche cibi troppo caldi, troppo freddi o troppo salati, che tendono ad aumentare la secrezione gastrica, e masticare lentamente per favorire la digestione.
Il ruolo dell’acqua minerale contro l’ipersecrezione gastrica
L’idratazione costante è fondamentale, ma la scelta dell’acqua è decisiva.
Acqua Uliveto esercita un’azione normalizzatrice della secrezione gastrica e protettiva sulle pareti dello stomaco, soprattutto durante la digestione, in cui stimola la circolazione sanguigna della parete gastrica aumentando l’afflusso di sangue nello stomaco, consentendo così la naturale produzione di succhi digestivi.
FAQ
Helicobacter pylori è contagioso?
Sì, può essere trasmesso da persona a persona attraverso la via oro-fecale o oro-orale, cioè tramite contatto con feci, saliva o vomito di persone infette, oppure con alimenti e acqua contaminati. Le infezioni tendono a concentrarsi in ambito familiare.
Helicobacter pylori è pericoloso?
Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica e non causa problemi rilevanti. In alcune persone, però, può provocare gastrite cronica, ulcera gastrica o duodenale e, più raramente, essere associata a un aumento del rischio di tumore dello stomaco: per questo, se diagnosticata, è opportuno trattarla.
Helicobacter pylori può scomparire da solo?
È un’eventualità rara negli adulti: una volta stabilitasi, l’infezione tende a persistere nel tempo se non trattata con una terapia specifica di eradicazione, a base di antibiotici e inibitori di pompa protonica.
Helicobacter pylori si trasmette con il bacio?
È una possibilità considerata plausibile dagli esperti, dato che il batterio è presente nella saliva: la trasmissione oro-orale, che include il bacio, è una delle vie di contagio riconosciute, insieme a quella oro-fecale.
Con l’Helicobacter pylori si può mangiare la pizza?
È preferibile limitarla, soprattutto nelle fasi sintomatiche: condimenti grassi, formaggi stagionati e cotture ad alta temperatura possono irritare una mucosa gastrica già infiammata. Una versione semplice e poco condita può essere più tollerabile.
Il consumo di acqua minerale può eliminare l’Helicobacter Pylori?
No, nessuna acqua minerale può eliminare il batterio: l’unica terapia efficace è quella eradicante, a base di antibiotici e inibitori di pompa protonica, prescritta dal medico. Un’acqua bicarbonato-alcalino-calcica può però aiutare a tenere sotto controllo l’acidità e il bruciore come supporto quotidiano.
Cosa succede se l’infezione da Helicobacter Pylori non viene curata?
Se non trattata, l’infezione può persistere per anni e, in alcuni casi, portare a complicanze come gastrite cronica, ulcera peptica e, più raramente, condizioni associate a un maggiore rischio oncologico a carico dello stomaco. Per questo è importante non sottovalutare una diagnosi positiva.
È possibile contrarre nuovamente l’Helicobacter Pylori dopo averlo curato?
Sì, la reinfezione è possibile, anche se nei paesi con buone condizioni igienico-sanitarie è un evento relativamente raro. Il rischio è più alto in presenza di condizioni igieniche non ottimali o di stretto contatto con persone infette non trattate.
Fonti e Approfondimenti
- Infezione da Helicobacter pylori: disturbi e cura — ISSalute, Istituto Superiore di Sanità
- El Shahawy MS, et al. The effect of vitamin D deficiency on eradication rates of Helicobacter pylori infection. JGH Open, 2018 — Wiley Online Library
- Helicobacter Pylori — Rete Infettivologica
