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CURIOSITÀ

L’acqua protagonista al cinema

Da sempre l’acqua è un elemento importante nelle narrazioni cinematografiche: catastrofica o salvifica, è tra le protagoniste indiscusse del grande schermo. Vediamo come e dove.

Conosciamo meglio le profondità del mare

Uno studio dell’agenzia governativa americana National Ocean Service ha stimato che conosciamo solo il 5% degli abissi marini del pianeta Terra. Un mondo ancora inesplorato che ha sempre affascinato chi racconta storie.

Lo faceva quando Jules Verne teneva i lettori col fiato sospeso 20.000 leghe sotto i mari e lo fa ancora oggi che la grande narrazione popolare si è spostata sullo schermo cinematografico. L’acqua è un elemento fondamentale attorno al quale costruire una storia, fonte inesauribile di spunti che passano dalle vicende romantiche, ai film d’avventura fino ai racconti dell’orrore.

 

Raccontare la forma dell’acqua

Per iniziare vale la pena citare l’ultimo lavoro del regista Guillermo del Toro intitolato La forma dell’acqua.

Si tratta di una fiaba che reinterpreta il classico intreccio de La bella e la bestia, consegnandolo a due personaggi che la società ritiene dei perdenti: da una parte Elisa, una donna muta che lavora come addetta alle pulizie in un centro di ricerca militare, dall’altra la creatura degli abissi che il regista ha preso in prestito dal classico in bianco e nero Il mostro della laguna nera.

A unirli è proprio il rapporto con l’acqua, ambiente in qualche modo legato alla vicenda personale di Elisa. La loro storia d’amore li metterà contro tutti: militari, scienziati, uno spietato Michael Shannon che interpreta il ruolo della nemesi che odia il diverso, e ovviamente contro il senso comune. La forma dell’acqua è un tuffo profondo in un’opera d’arte che omaggia il classico ma che riesce a raccontare la sua versione della storia con una voce unica. La scena finale, il bacio sott’acqua, merita sicuramente il prezzo del biglietto ed è anche valsa al regista messicano l’Oscar come miglior film.

 

Un’avventura chiamata acqua

Gli appassionati del cinema d’azione non possono aver perso l’adrenalinico Mad Max: Fury Road, dove il dispotico Immortan Joe tiene in scacco l’intera società perché detiene il possesso dell’acqua potabile in un mondo ormai a secco.

Destino diametralmente opposto invece per il mutante Mariner, una delle interpretazioni più famose di Kevin Costner, che naviga nei mari di Waterworld. Nel film, un classico degli Anni Novanta, gli oceani hanno inghiottito tutti i continenti e l’umanità è impegnata nella ricerca della leggendaria Dryland, l’unico lembo di terra asciutta scampato al disastro.

Ma il racconto può essere anche più intimo e personale: in Lady in the Water di M. Night Shyamalan una sirena emerge della piscina di un residence per coinvolgere il custode in un’avventura che gli cambierà la vita.

 

Terrore dagli abissi

Ma non di sole sirenette si popola il mare. Come detto in precedenza l’assoluto mistero che rappresenta la maggior parte dei fondali marini ha stuzzicato la fantasia perversa di frotte di scrittori horror.

Bisogna assolutamente citare uno dei padri fondatori, ovvero H.P. Lovecraft con il suo pantheon di creature mitologiche che dormono sul fondo degli abissi marini. Lo scrittore di Providence ha rivoluzionato la prosa dell’orrore ispirando tantissimi film, uno su tutti Dagon, nel quale un villaggio di pescatori è vittima di una maledizione che trasforma le persone in uomini/pesce.

Per concludere impossibile non citare il capolavoro di Steven SpielbergLo Squalo, che reinterpreta il mito di Moby Dick di Herman Melville (un altro che amava raccontare la forma dell’acqua) sostituendo alla balena un terribile e feroce squalo bianco.

L’acqua protagonista al cinema
L’acqua protagonista al cinema

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