L’idratazione protegge dai disturbi gastrointestinali.

Uno studio approfondisce il modo in cui le acque influenzano l’attività gastrointestinale in atleti sani e in quelli dispeptici.

È noto che la quantità di acqua presente nell’organismo influenza l’attività gastrointestinale. Esiste cioè uno stretto nesso tra la disidratazione e le alterazioni del sistema nervoso autonomo, che regola le funzioni dell’organismo.

Per indagare questa relazione lo studio intitolato “Una lieve disidratazione negli atleti dispeptici è in grado di aumentare i sintomi gastrointestinali: effetti protettivi di un’idratazione adeguata(condotto dall’Università Federico II di Napoli, Francesco Paolo Zito et all.) si è posto l’obiettivo di valutare come la disidratazione e la successiva reidratazione, con diversi tipi di acqua, siano in grado di influenzare l’attività gastrointestinale in atleti sani e dispeptici.

In che modo una lieve disidratazione può influenzare l’equilibrio del sistema nervoso autonomo?

Come può uno specifico tipo di acqua fare la differenza nel processo di reidratazione di un soggetto dispeptico disidratato (migliorandone i disturbi che seguono l’esercizio fisico)?

Chiariamo innanzitutto di cosa parliamo quando diciamo “dispepsia”.

Si tratta di un disturbo della funzione digestiva gastrica o intestinale.

Regimi dietetici sbagliati o stili di vita inadeguati alterano il sistema nervoso autonomo provocando la dispesia.

È ormai accertato che il bilancio idrico (ovvero la quantità di acqua presente nell’organismo) influenza profondamente molti processi fisiologici e sia la disidratazione acuta sia quella cronica possono avere delle conseguenze sulla salute del corpo.

Esistono molte prove che dimostrano che uno squilibrio idrico acuto (troppa o troppo poca assunzione di acqua) è in grado di determinare un’insufficienza renale oppure una disfunzione grave, o addirittura fatale, sia del sistema nervoso centrale sia in quello cardiovascolare.

Stanno emergendo nuove evidenze a sostegno del fatto che anche una lieve disidratazione cronica è in grado di indurre uno squilibrio elettrolitico minimo, con aumento così del rischio di disturbi clinici a lungo termine, come malattie renali croniche, morbilità e mortalità cardiovascolare, disturbi neurologici, sintomi gastrointestinali, obesità e iperglicemia.

È stato ipotizzato che anche minimi cambiamenti nell’apporto di acqua possono modificare l’equilibrio ormonale e quello del sistema nervoso autonomo, le cui attività sono fondamentali nella regolazione di diversi processi fisiologici.

Lo studio in oggetto è stato condotto attraverso l’induzione di sintomi gastrointestinali in atleti non competitivi sani e in quelli dispeptici, valutando come la reidratazione con due diversi tipi di acqua è in grado di prevenire disturbi gastrointestinali e ripristinare l’equilibrio del sistema nervoso autonomo.

Per lo studio sono stati coinvolti 20 atleti non professionisti, rispettivamente 10 atleti sani e 10 soggetti dispeptici.

La disidratazione è stata ottenuta sottoponendo gli atleti a sforzo fisico camminando o facendo jogging su un tapis roulant.

Dopo l’esercizio sono stati somministrati 500 ml di acqua bicarbonato calcica Uliveto (Test A) o acqua oligominerale (Test B), mentre durante il Test 0 non è stata fornita alcuna reidratazione.

Al termine delle fasi di stress e reidratazione, a tutti i partecipanti è stato chiesto di segnalare la presenza e l’intensità dei sintomi gastrointestinali legati al sistema nervoso autonomo.

I sintomi studiati erano: eruttazione, dolore epigastrico, bruciore epigastrico, senso di ripienezza post prandiale, dolore addominale, gonfiore addominale, nausea, sazietà precoce e flatulenza.

Dallo studio è emerso che i soggetti dispeptici manifestavano un peggioramento dei sintomi globali durante il Test 0 (assenza di reidratazione) rispetto al Test A (assunzione di acqua bicarbonato calcica Uliveto) e Test B (assunzione di acqua oligominerale).

I soggetti che hanno ricevuto acqua bicarbonato calcica Uliveto (Test A) hanno mostrato, rispetto al Test 0 o il Test B, un punteggio significativamente più basso per quel che concerne i sintomi.

Lo studio ha dunque dimostrato che una lieve disidratazione in atleti dispeptici può peggiorare i sintomi gastrointestinali indotti dall’attività fisica e che un’adeguata reidratazione, specialmente con acqua bicarbonato calcica Uliveto, è in grado di migliorare i disturbi che seguono l’esercizio fisico, ripristinando in tempi più brevi lo squilibrio del sistema nervoso autonomo.

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