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Alimenti per la tiroide: cosa mangiare e cosa moderare

È possibile selezionare alimenti per la tiroide? È bene chiarire che nessun alimento è in grado di curare la tiroide; tuttavia, una dieta corretta può supportare la funzione tiroidea, integrando la terapia medica. I nutrienti chiave sono tre: iodio, selenio e zinco. Allo stesso tempo esistono i goitrogeni, alimenti che in quantità molto elevate possono interferire con l’utilizzo dello iodio, che non vanno eliminati ma conosciuti e assunti consapevolmente. Vediamo dunque, in questo articolo, cosa mangiare e cosa evitare per il benessere della tiroide.
INDICE
- Gli alimenti per la tiroide: cosa supporta la funzione tiroidea?
- I tre nutrienti chiave per la tiroide
- I goitrogeni: cosa sono e come comportarsi
- Il ruolo dell’idratazione
- FAQ
Gli alimenti per la tiroide: cosa supporta la funzione tiroidea?
Milioni di persone in Italia convivono con un disturbo tiroideo; è comprensibile, quindi, che la domanda “cosa posso mangiare per aiutare la tiroide?” sia tra le più digitate del web. Allo stesso modo, dilagano informazioni sbagliate e falsi miti da cui è bene difendersi aumentando la consapevolezza su questo argomento e rivolgendosi, quando necessario, ad un professionista.
Esistono alimenti consigliati per il benessere della tiroide? La Società Italiana di Endocrinologia (SIE) ci dice che per una buona salute tiroidea è necessaria un’alimentazione che eviti gli eccessi e privilegi cibi salutari. Allo stesso tempo chiarisce che nessun alimento specifico è in grado, da solo, di migliorare la funzione della tiroide se è già compromessa. La dieta, in altre parole, non sostituisce la terapia medica, ma la supporta e in alcuni casi può renderne più efficace l’azione.
Il punto di partenza è quindi assicurarsi che alcuni nutrienti chiave, utili alla tiroide per funzionare, siano presenti in modo adeguato nell’alimentazione quotidiana.
I tre nutrienti chiave per la salute della tiroide
La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo, tra laringe e trachea, che produce la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3), due ormoni che regolano il ritmo metabolico di ogni cellula del corpo. Una corretta alimentazione è fondamentale per il buon funzionamento della tiroide.
Tre sono i nutrienti alla base di una alimentazione che favorisca il buon funzionamento della tiroide.
Iodio: il mattone degli ormoni tiroidei
Lo iodio è il nutriente più direttamente legato alla funzione tiroidea; si tratta, infatti, del componente fondamentale degli ormoni T3 e T4. La carenza di iodio è storicamente associata allo sviluppo del gozzo e all’ipotiroidismo. Il fabbisogno giornaliero raccomandato per un adulto è di 150 microgrammi al giorno, che salgono a 250 microgrammi durante la gravidanza e l’allattamento.
Gli alimenti più ricchi di iodio sono:
- pesce di mare, crostacei e molluschi
- latticini
- uova
- sale iodato.
Nota bene: la cottura riduce il contenuto di iodio negli alimenti, la bollitura può abbatterne la disponibilità fino al 58%. Preferite dunque cotture brevi o al vapore per preservarne il contenuto.
Selenio: l’attivatore degli ormoni tiroidei
Il selenio è il cofattore delle desiodasi, gli enzimi che trasformano la tiroxina (T4) in triiodotironina (T3), la forma biologicamente attiva che agisce sulle cellule di tutto il corpo. Senza un adeguato apporto di selenio, questa conversione è compromessa.
Il selenio svolge anche una funzione antiossidante, proteggendo la ghiandola dallo stress ossidativo, e ha effetti antinfiammatori documentati nei pazienti con tiroidite di Hashimoto e morbo di Graves. Il fabbisogno giornaliero raccomandato è di 55 microgrammi al giorno.
Le fonti alimentari più ricche sono:
- frattaglie
- crostacei e molluschi
- carni
- pesce azzurro
- cereali integrali
- noci del Brasile (senza eccedere).
Sia la carenza che l’eccesso di selenio possono influenzare negativamente la funzione tiroidea, per questo motivo l’integrazione fai da te è sconsigliata senza indicazione medica.
Zinco: il regolatore del TSH
Lo zinco partecipa alla sintesi degli ormoni tiroidei e contribuisce alla regolazione dei livelli di TSH, l’ormone ipofisario che stimola la tiroide a produrre T3 e T4. Una sua carenza può condizionare negativamente questa catena di regolazione.
Le fonti alimentari più ricche di zinco sono:
- carne rossa magra
- frutti di mare (in particolare le ostriche)
- semi di zucca
- legumi
- frutta secca.
I goitrogeni: cosa sono e come comportarsi
I goitrogeni sono composti naturalmente presenti in alcuni alimenti che, consumati in quantità molto elevate, possono interferire con l’assorbimento dello iodio o con la sintesi degli ormoni tiroidei.
Il termine deriva da “gozzo”, condizione provocata da una grave carenza di iodio. Gli alimenti che li contengono appartengono principalmente alla famiglia delle crucifere:
- cavolo
- broccoli
- cavolfiore
- cavoletti di Bruxelles
- rape
Anche la soia e i semi di lino ne contengono, con meccanismi parzialmente diversi.
Gli esperti sottolineano che questi alimenti non vanno eliminati. Una porzione normale, inserita in una dieta varia ed equilibrata, non rappresenta un rischio per chi ha una funzione tiroidea normale o adeguatamente compensata dalla terapia. L’interferenza si manifesta solo con un consumo molto elevato e prolungato nel tempo.
Occorre inoltre tenere presente che la cottura riduce significativamente il contenuto di goitrogeni nelle crucifere. Consumarle cotte, invece che crude e in grandi quantità, è già sufficiente a ridurne l’eventuale interferenza.
La soia può interferire con la produzione degli ormoni tiroidei e anche con l’assorbimento della levotiroxina. Chi segue una terapia sostitutiva e consuma soia abitualmente dovrebbe quindi distanziarne il consumo dall’assunzione della pillola di almeno 3-4 ore e segnalarlo al proprio endocrinologo.
Il ruolo dell’idratazione
Ogni processo metabolico dell’organismo (compresa la produzione, la conversione e il trasporto degli ormoni tiroidei) avviene in ambiente acquoso. Una corretta idratazione è quindi condizione necessaria affinché questi processi si svolgano in modo efficiente.
Forse non tutti sanno che la tiroide non produce solo T3 e T4, produce anche calcitonina, un ormone che aiuta a regolare il calcio nel sangue favorendone la fissazione nelle ossa. Tiroide e calcio sono quindi legati in modo fisiologico.
Acqua Uliveto, ricca di calcio biodisponibile (con una biodisponibilità pari a quella del calcio contenuto nel latte, come dimostrato da studi clinici) è una fonte naturale di questo minerale che si inserisce coerentemente in uno stile di vita attento alla salute della tiroide e delle ossa.
Uliveto, grazie alla sua particolare composizione di preziosi minerali (quali bicarbonato, calcio, magnesio e solfati) contribuisce all’apporto di minerali utili al metabolismo.
FAQ – DOMANDE FREQUENTI
Esistono alimenti che “curano” la tiroide?
No. Nessun alimento è in grado di ripristinare la funzione tiroidea se è già compromessa. La dieta può supportarla e rendere più efficace la terapia medica, ma non la sostituisce.
I goitrogeni vanno eliminati se ho l’ipotiroidismo?
No. Una porzione normale di broccoli, cavolo o cavolfiore, inserita in una dieta varia, non rappresenta un rischio clinicamente rilevante, soprattutto se cotti. La valutazione va sempre fatta con il proprio medico.Quali alimenti posso mangiare per la salute della tiroide? Prediligi alimenti contenenti iodio (pesce di mare, crostacei, molluschi, latticini, uova); contenenti selenio (frattaglie, crostacei e molluschi, carni, pesce azzurro, cereali integrali, noci del Brasile); e contenenti zinco (carne rossa magra, frutti di mare (in particolare le ostriche), semi di zucca, legumi, frutta secca.
