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Diverticoli? Un malessere diffuso da curare con sane abitudini alimentari

Diverticoli? Un malessere diffuso da curare con sane abitudini alimentari

SALUTE E BENESSERE

Cos’è la diverticolite e chi ne soffre? Si tratta di una patologia che colpisce prevalentemente chi ha una dieta squilibrata, ovvero troppo carica di grassi e zuccheri e povera di acqua e fibre. Tuttavia si ipotizza che siano in causa anche fattori genetici.

I diverticoli del colon sono piccole estroflessioni (piccoli sacchi della mucosa – e della sottomucosa della parete intestinale) che più comunemente si formano proprio nel colon.

Per “diverticolosi” si intende la condizione anatomica caratterizzata da un numero elevato di diverticoli, può essere congenita o acqusita e solo quando  i diverticoli si infiammano la malattia si manifesta. La “malattia diverticolare” è infatti l’insieme delle manifestazioni cliniche e degli aspetti fisiopatologici connessi alla presenza di diverticoli.

Nella maggioranza dei casi, quando non si infiammano, i diverticoli sono asintomatici, cioè senza manifestazione di dolore mentre, nei rari casi in cui si manifestano, i sintomi sono: dolori nel fianco sinistro, flatulenze ed alterazioni dell’alvo con alternanza di stitichezza e diarrea, muco e sangue nelle feci.

Qual è l’incidenza sulla popolazione?

Ad accusare i diverticoli sono soprattutto gli anziani, infatti ne soffre il 70/80% delle persone con un’età compresa fra i 70 e gli 80 anni. Ne soffre invece quasi il 40% della popoazione fra i 40 e 55 anni. Per quanto sia bassa l’incidenza sui trentenni, la cifra è destinata a salire proprio a causa di un peggioramento delle abitudini alimentari e dello stile di vita.

In genere solo il 20% delle persone che hanno i diverticoli manifesta sintomi e solo il 10-15% sviluppa la malattia diverticolare o diverticolite (complicanza infiammatoria). Ma non fatevi ingannare dalle percentuali, perché parliamo comunque di milioni di persone. La diverticolite del colon è quindi una patoliga ad altissimo impatto sociale.

La terapia è essenzialmente dietetica e si basa sull’uso di una dieta ricca di fibre ed acqua.

Nei casi di diverticolite, poiché il processo infiammatorio tende a diffondersi verso le pareti esterne del colon con rischio di ascessi e/o perforazioni, bisogna ricorrere ad una terapia antibiotica per via generale. Solo lo 0,5% dei casi richiede un intervento chirurgico.

Ma quale dieta dovrebbero assumere i pazienti con diverticoli?

È certamente consigliabile una dieta ricca di fibre.

Con il termine di fibra alimentare si indica quella parte dei vegetali che il nostro organismo non è in grado di assimilare poiché l’apparato digerente manca di un enzima appropriato.

Le fibre si possono suddividere in due grandi famiglie, a seconda del loro comportamento nei confronti dell’acqua: solubili e non solubili.

Le fibre solubili sono fermentabili, riducono lo svuotamento gastrico ed in particolari condizioni aumentano il tempo di transito intestinale, mentre le fibre insolubili, tra cui distinguiamo la crusca, aumentano lo svuotamento gastrico e riducono il transito intestinale.

La dose indicata di fibre insolubili, come la crusca, da assumere quotidianamente, dovrebbe essere compresa tra i 10 e i 25 g al giorno e va associata ad un aumentato introito di acqua.

Quindi gli obbiettivi principali da perseguire sono:

  • consumare regolarmente i pasti senza saltarli mai;
  • evitare la vita sedentaria. Se possibile, effettuare costantemente attività fisica;
  • bere fino a 2-2.5lt al giorno di acqua, lontano dai pasti. Tra le acque è preferibile consumare quelle di tipo bicarbonato-calciche (come anche Uliveto), lontano dai pasti;
  • fare una vera prima colazione, varia, ricca di prodotti integrali;
  • utilizzare prodotti ricchi di fibre. Ad esempio: agrumi, fichi d’india, frutti di bosco, kiwi, mele, nespole, pere, prugne, asparagi, broccoli, carote, carciofi, cavoli, legumi, melanzane, radicchio rosso;
  • aumentare il più possibile la quantità di frutta e verdura assunta ad ogni pasto;
  • modificare gradualmente l’alimentazione, soprattutto per quanto attiene alla quota di fibre;
  • diminuire i grassi animali e la carne rossa.

E  gli alimenti permessi?

  • Pane integrale, di segale, fette biscottate e biscotti integrali, pasta alimentare, fiocchi d’avena, riso integrale;
    • latte, caffè decaffeinato e the deteinato, caffè d’orzo;
    • carni e pesci magri, ben cotti;
    • prosciutto cotto e crudo magri in porzioni piccole;
    • uova sode, alla coque e in camicia;
    • formaggi freschi e stagionati in piccole porzioni;
    • frutta ben matura;
    • ortaggi e verdure possibilmente cotte, ricche di fibre solubili, legumi passati e decorticati;
    • olio a crudo.

Infine, segnaliamo gli alimenti da evitare accuratamente:

  • Caffè e the concentrati e zuccherati;
  • carni e pesci grassi;
  • uova fritte;
  • formaggi fermentati, stagionati e piccanti;
  • frutta secca e acerba, mango e avocado;
  • ortaggi e frutta crude, legumi secchi;
  • fritture, stufati, spezie, salse piccanti;
  • alcol, bibite e soft drink.

Per concludere, ecco il consiglio da portare a casa:

Anche nel caso di un’ingerenza della malattia diverticolare la soluzione è quella di seguire sane abitudini alimentari e adottare uno stile di vita funzionale al benessere del nostro organismo!