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Parliamo di reflusso gastro-esofageo:  sintomi e prevenzione

Parliamo di reflusso gastro-esofageo: sintomi e prevenzione

SALUTE E BENESSERE

Il reflusso gastro-esofageo è causato da un anormale reflusso del contenuto gastrico nell’esofago. Che sia lieve e occasionale oppure persistente e severo, il reflusso incide negativamente nella qualità della vita quotidiana di chi ne soffre.

Questo disturbo provoca conseguenze sia da un punto di vista fisico (malessere), sia da un punto di vista sociale, per il timore di cenare fuori, mangiare o bere con gli amici.

Se non curato, il reflusso gastro-esofageo può diventare un vero e proprio fattore di rischio per lo sviluppo di gravi patologie, perciò è bene tenerlo sotto controllo, sia con abitudini sane, che con il supporto di medici specialisti.

I sintomi più frequenti sono: bruciore, che sale dalla bocca dello stomaco fino alla gola; rigurgito; acidità; eruttazioni ripetute.

Sintomi che ricorrono solitamente dopo i pasti, soprattutto se sono stati abbondanti.

Ci sono anche altri tipi di sintomi, che possono essere più difficilmente riconosciuti, poiché diventa complesso capire l’origine del dolore.

Parliamo di quei casi in cui ad esempio il paziente avverte un forte dolore al petto, al braccio o al collo…tutti segnali che fanno comunemente pensare ad un infarto.

A dimostrare che il “colpevole” è invece il reflusso gastro-esofageo ci pensano gli esami clinici, che rivelano la causa nelle sostanze chimiche, in particolar modo nell’acido contenuto nei succhi gastrici, che irritano i nervi dell’esofago (gli stessi che innervano il cuore causando il dolore al torace).

Il reflusso gastro-esofageo può essere anche causa di disturbi respiratori, singhiozzo continuo, bronchite asmatica, nonché disturbi otorino-laringoiatrici, e persino di perdita dello smalto dentale.

Cosa provoca dunque il reflusso gastro-esofageo?

Ebbene si ha il reflusso quando i succhi gastrici risalgono la parete dell’esofago.

Si tratta di un fenomeno molto diffuso e diventa una malattia solo quando gli episodi sono frequenti e irritativi.

Il corpo umano è notoriamente dotato di meccanismi che lo difendono naturalmente e ciò vale anche in questo caso, infatti l’esofago è posizionato in modo da favorire la forza di gravità.

Quando infatti siamo in posizione eretta la gravità aiuta a respingere in basso il reflusso, neutralizzandone l’acidità. Anche la saliva e la deglutizione lavorano in questa stessa direzione. Purtroppo è durante il riposo notturno che le cose si complicano, poiché il reflusso permane per lungo tempo nell’esofago provocando i danni maggiori, infiammando la mucosa esofagea, fino a provocare (nei casi più gravi) lesioni o ulcerazioni.

Lo stile di vita e una cattiva alimentazione, per quanto non siano causa della malattia, possono accentuare i sintomi e dare complicanze.

Come ben si sa, fumo ed alcool sono dannosi per molti aspetti della nostra salute, non ultimo perché irritano l’esofago e stimolano la secrezione gastrica.
Un’altra “minaccia” è dettata dai cibi ricchi di grassi animali, dalle fritture, dalla caffeina.

Bisogna inoltre preoccuparsi di assumere i cosiddetti “cibi buoni”:
come la frutta (ad eccezione degli agrumi), la verdura, i legumi, l’olio extra vergine di oliva ed il pane integrale.

Occorre inoltre – con l’assistenza professionale di un medico – fare attenzione ai farmaci che si assumono e che potrebbero causare bruciori di stomaco.

Non vanno tralasciate le buone abitudini, che favoriscono il benessere anche dell’esofago. Tanto per cominciare controllare il peso, perché i chili in eccesso possono fare pressione sull’addome, spingendo in alto lo stomaco e causando il reflusso acido.

Quindi regola numero uno: mantenere il peso forma.

Privilegiare alimenti ricchi di fibre e proteine ed evitare cibi piccanti e speziati. Evitare anche aglio, cipolla, agrumi, pomodori, cioccolato, tè e caffè, nonché le bevande gassate e alcolici.

È altresì importante:

  • mangiare poco e spesso;
  • non sdraiarsi subito dopo aver mangiato;
  • dormire con il busto leggermente sollevato;
  • fare attività fisica regolare (mai dopo i pasti);
  • evitare di indossare abiti troppo stretti in vita.

E l’acqua?
L’acqua anche in questo caso svolge un ruolo importante.
Bere molta acqua infatti aiuta a diluire i cibi.

Le acque minerali carbonate vengono generalmente utilizzate nell’ambito di disordini digestivi, poiché è stato osservato che queste acque migliorano gli indici funzionali di svuotamento gastrico, di svuotamento colecistico e i tempi di transito intestinale nei pazienti dispeptici e affetti da stipsi.

Dallo studio “La malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE): terapie convenzionali e non convenzionali” (Unità Operativa di Gastroenterologia ASL Viterbo, Università Cattolica del S. Cuore, Roma) è emersa l’efficacia dell’acqua ad alto contenuto di carbonati – come Acqua Uliveto – nell’attenuare i sintomi legati ad alterata motilità del tratto digestivo superiore.