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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Perché il microbiota è così importante per la salute psico-fisica?

Perché il microbiota è così importante per la salute psico-fisica?

SALUTE E BENESSERE

Sai che il tuo intestino è popolato da batteri, funghi e virus? Per quanto impressionante, questo non è affatto un male, perché questi “invasori” hanno il ruolo di mantenere lo stato di salute dell’intero organismo. Pensa che tutto il corpo, ad esclusione di cervello e sistema circolatorio, ospita un totale di circa 38.000 miliardi di batteri, per lo più concentrati proprio nell’intestino.

Una volta si parlava di “flora batterica”, ma questo termine è ormai in disuso nel mondo scientifico, perché tende ad escludere la presenza degli agenti patogeni, i quali, seppur in quantità inferiore, fanno parte di questa popolazione.

Il termine “microbiota” è stato introdotto a metà anni ’90 e identifica dunque tutto l’insieme dei microrganismi che colonizza l’apparato intestinale.

Spesso si tende a pensare che microbiota con microbioma siano la stessa cosa, ma non è affatto così ed è bene chiarire subito le differenze.

Come già detto, il microbiota definisce la popolazione di microrganismi che colonizzano un luogo, mentre invece il microbioma è il patrimonio genetico del microbiota.

I geni del microbiota sono complementari ai geni dell’uomo e contribuiscono a rendere disponibili sostanze che il nostro organismo non è in grado di produrre e che sono essenziali per mantenere il nostro stato di salute. Ti sorprenderà sapere che il 99% della nostra componente genetica deriva proprio dai batteri!

Per questomolto spesso gli antibiotici rappresentano un vero e proprio pericolo per microbiota e microbioma, perché, se da un lato impediscono il proliferare degli agenti patogeni e lo sviluppo di malattie infettive, dall’altro compromettono la normale popolazione batterica, che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dello stato di salute dell’organismo ospitante.

Cos’è la “metagenomica”?

È la scienza che permette di studiare il patrimonio genetico di questi microrganismi e ci permette di conoscerli e distinguerli meglio. Se infatti conosciamo bene generi e famiglie dei batteri intestinali, abbiamo ancora tanto da sapere sulle varie specie e sulle loro specifiche funzioni.

Qual è il compito del microbiota?

Il microbiota influenza la regolazione della digestione e del metabolismo, sintetizzando vitamine e rilasciando molecole che contribuiscono al benessere intestinale.

Ha anche un altro ruolo importante, ed è quello di cooperare con il sistema immunitario, proteggendo l’organismo da microbi patogeni e sostanze tossiche.

È vero che il microbiota condiziona l’umore?

Sì, infatti è sempre più sotto l’analisi degli scienziati il cosiddetto asse intestino-cervello, ovvero il ruolo che i metaboliti prodotti dai batteri intestinali hanno sull’attività del sistema nervoso centrale, inclusa la regolazione dell’umore, dello stress e del senso di sazietà.

Allo stesso modo, è stato scoperto anche un impatto del microbiota sugli stati psicologici per via dell’influenza sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sul sistema che regola la produzione di serotonina.

Cosa altera il microbiota?

Ogni individuo ha il proprio microbiota, unico e differente da quello degli altri, esattamente come un’impronta digitale. A questa somiglianza si deve il fenomeno chiamato fingerprint batterico.

Tuttavia, a differenza dell’impronta digitale, il microbiota è un’entità soggetta a variazioni, cambia nel corso della vita, dall’infanzia all’età adulta, adattandosi alle diverse fasi e necessità dell’individuo

e viene, più o meno significativamente, alterato da fattori esterni, come la dieta o l’ambiente quotidiano.

I mutamenti possono avvenire in meglio, ma anche in peggio, ad esempio a causa di alimentazione scorretta, sedentarietà, stress o terapie antibiotiche.

Il mantenimento dell’equilibrio della popolazione microbica intestinale con il nostro organismo si definisce comunemente eubosi; mentre la disbiosi è l’alterazione di questo equilibrio, che può essere associata a diverse condizioni patologiche: metaboliche, cardiovascolari, infiammatorie, neurologiche, psichiche e oncologiche.

Le alterazioni del microbiota sono state associate a molteplici patologie dell’apparato digerente sia acute, come le gastroenteriti acute infantili, che croniche, come le malattie infiammatorie croniche intestinali (malattia di Crohn e colite ulcerosa), l’intestino irritabile e la sovracrescita batterica del tenue. Recentemente una disbiosi è stata messa anche in relazione con la steatosi epatica e la sindrome metabolica associata all’obesità.

Come ci si prende cura del microbiota?

Da un punto di vista terapeutico si può ricorrere ai cosiddetti probiotici, microrganismi vivi che proteggono l’equilibrio microbiologico o ripristinano uno stato di salute rispetto a una condizione patologica. Ci sono però ancora molte difficoltà a ottenere terapie personalizzate utili in una specifica patologia e in uno specifico paziente.

Inoltre, recentemente è disponibile la tecnica del trapianto del microbiota intestinale. Tale dispositivo è risultato determinante in alcune forme di infezione refrattarie ai comuni antibiotici e sembra promettente in altre condizioni infiammatorie e non dell’apparato digerente. 

Una sana alimentazione ed un corretto stile di vita possono aiutare il compito del microbiota a mantenere in equilibrio le tante funzioni dell’organismo.

Acqua Uliveto è un valido alleato, poiché grazie all’azione alcalinizzante dei bicarbonati e al suo contenuto di calcio, favorisce il buon funzionamento del sistema gastrointestinale.