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Cosa accade ai muscoli quando lavorano?

E quando li sottoponiamo a sforzi eccessivi? Anche l’acqua ha il suo ruolo.

I nostri muscoli

Se osservassimo i nostri muscoli al microscopio noteremmo delle tipiche striature, dovute al fatto che ogni muscolo è formato da migliaia di cellule dette fibre muscolari: questa caratteristica fa sì che i muscoli scheletrici siano chiamati anche muscoli striati. Nel nostro corpo sono presenti circa 600 muscoli scheletrici, distribuiti in superficie e in profondità, che lavorano tutti a coppie per permettere il movimento. Il lavoro delle coppie muscolari agisce in due modi differenti: collaborando alla realizzazione dello stesso movimento (muscoli sinergici), oppure svolgendo azioni opposte (muscoli antagonisti).

Un esempio del primo tipo sono i muscoli flessori del braccio, che agiscono insieme per far sì che il braccio si pieghi; un esempio del secondo tipo è invece rappresentato dal bicipite e dal tricipite del braccio: quando il bicipite si contrae e il tricipite si rilassa l’avambraccio si flette; quando il bicipite si rilassa e il tricipite si contrae l’avambraccio si distende.

Il lavoro muscolare ha bisogno di energia

Per comprendere nel dettaglio i meccanismi alla base del lavoro muscolare, bisogna però andare a osservare il microscopico mondo delle fibre muscolari: ogni fibra muscolare, quindi ogni cellula muscolare, è caratterizzata dalla presenza di piccole strutture parallele che occupano la maggior parte del volume della cellula stessa, le miofibrille; inoltre è costituita anche da filamenti di due proteine: l’actina e la miosina. Durante la contrazione muscolare, i filamenti di actina scorrono sui filamenti di miosina.

Per poter avvenire, questo processo ha bisogno di energia: quanto più lungo e intenso è lo sforzo di un muscolo, tanto maggiore è la quantità di energia che dev’essere utilizzata.Tale energia è assicurata dalla respirazione, che fornisce l’ossigeno necessario. Durante la respirazione, il glucosio (il carburante delle cellule) viene scisso in acqua e anidride carbonica. Ecco perché l’acqua è tanto importante per il lavoro muscolare!

Un’efficace idratazione è essenziale per lo sportivo

Per l’attività fisica il bilancio dei liquidi corporei è fondamentale: un’idratazione efficace permette una migliore performance e soprattutto consente un recupero molto più rapido, soprattutto dopo sforzi molto intensi. Non esiste una regola standard che indichi quanta acqua bere durante l’esercizio fisico, perché la quantità di liquidi da assumere dipende da molteplici fattori, come la durata e l’intensità dello sforzo fisico ma anche le condizioni ambientali in cui l’esercizio viene svolto e le caratteristiche fisiche di chi si sta allenando. Esistono però delle indicazioni generali che possono aiutare gli sportivi durante l’allenamento. In generale è consigliabile assumere più liquidi di quanti ne vengono dispersi attraverso il sudore: uno sportivo dovrebbe bere all’incirca tre litri di acqua al giorno, possibilmente moderando la quantità durante i pasti e cercando di distribuirla lungo tutto l’arco della giornata.

Prima dell’esercizio fisico, sarebbe bene bere circa 300 ml di acqua, ricordando che la corretta idratazione pre-sport dovrebbe avere inizio circa 24 ore prima della performance. Può inoltre essere utile assumere piccole quantità di acqua (circa 100-150 ml ogni 20 minuti) anche durante l’attività fisica, per poi concedersi una bella bevuta a fine esercizio, per consentire una pronta reidratazione dell’organismo affaticato dall’allenamento. Ideale in questo senso, per reidratarsi reintegrando al tempo stesso anche i sali minerali persi durante l’allenamento, è bere un’acqua, come Uliveto, ricca di sali minerali.

Cosa accade ai muscoli quando lavorano?
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