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Sintomi della premenopausa, come riconoscerli | Uliveto

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SALUTE E BENESSERE

La premenopausa (o più precisamente “perimenopausa”) è la fase di transizione che precede la menopausa: può iniziare già intorno ai 40 anni e durare dai 4 ai 10 anni. I suoi sintomi compaiono gradualmente e spesso vengono attribuiti ad altre cause. Per questo riconoscerli permette di intervenire consapevolmente nello stile di vita, nell’alimentazione. In perimenopausa inizia già la riduzione della densità ossa e prestare attenzione all’apporto di calcio è una delle azioni preventive più utili in questa fase.

INDICE

  • Premenopausa o perimenopausa?
  • Quando inizia e quanto dura
  • I sintomi più comuni della perimenopausa
  • I sintomi meno noti (ma altrettanto frequenti)
  • Premenopausa e ossa: quanto conta il calcio
  • Stile di vita e alimentazione consigliati
  • FAQ
  • Fonti

Premenopausa o perimenopausa?

È comunemente conosciuta come premenopausa, ma ad essere precisi con questo termine il più delle volte ci si vorrebbe riferire a ciò che in ambito clinico viene definito perimenopausa, ossia il periodo di transizione durante il quale il corpo inizia a prepararsi alla cessazione dell’attività ovarica. Non è un momento preciso, ma una fase progressiva che può durare anni.

In questa fase le ovaie riducono gradualmente la produzione di estrogeni, progesterone e androgeni. I livelli ormonali non calano in modo lineare, ma fluttuano in modo imprevedibile, ed è proprio questa irregolarità a generare una grande varietà di sintomi fisici e psicologici con cui fare i conti e che spesso sono difficili “classificare”.

E la menopausa? Si può parlare di menopausa vera e propria solo quando sono trascorsi dodici mesi consecutivi senza mestruazioni. Tutto ciò che la precede, a volte per molti anni, è perimenopausa.

Quando inizia e quanto dura

Non esiste una regola fissa. I sintomi e la durata della perimenopausa variano da donna a donna: in alcuni casi può iniziare già intorno ai 40 anni, mentre in altri si manifesta più tardi, e può durare dai 4 ai 10 anni.

La maggior parte delle donne inizia a notare i primi cambiamenti tra i 45 e i 55 anni, anche se alcune avvertono segnali precoci già verso i 40. Il fatto che si tratti di un processo graduale e che i sintomi si sovrappongano spesso a quelli dello stress, della stanchezza o di altre condizioni rende la perimenopausa una delle fasi più difficili da riconoscere e nominare.

È bene ricordare che fintanto che le mestruazioni sono presenti, anche se irregolari, la gravidanza è possibile; pertanto, la contraccezione va mantenuta fino a un anno dopo l’ultima mestruazione.

I sintomi più comuni

  • Irregolarità del ciclo mestruale. È spesso proprio questo il primo segnale. Il ciclo può accorciarsi o allungarsi, diventare più abbondante o più scarso, oppure saltare del tutto per qualche mese per poi ripresentarsi. Queste variazioni sono fisiologiche in perimenopausa, ma è sempre opportuno consultare il ginecologo per escludere altre cause.
  • Vampate di calore e sudorazioni notturne. Sono tra i sintomi più noti e riconoscibili. Le vampate sono una sensazione improvvisa di calore che sale al viso, al collo e al torace e possono comparire già in perimenopausa, anche quando le mestruazioni sono ancora presenti. Le sudorazioni notturne ne sono la versione notturna e interferiscono spesso con la qualità del sonno.
  • Disturbi del sonno. Difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, sonno leggero e non riposante: sono sintomi molto diffusi in perimenopausa, in parte legati alle sudorazioni notturne, in parte alle fluttuazioni ormonali che influenzano i ritmi circadiani.
  • Sbalzi d’umore e irritabilità. Le variazioni dei livelli di estrogeni influenzano la serotonina, il neurotrasmettitore che regola l’umore. Il risultato può essere una maggiore reattività emotiva, irritabilità improvvisa, tristezza senza causa apparente, o una sensazione generale di essere “fuori fase”. Questi sintomi vengono spesso attribuiti allo stress o alla stanchezza, e raramente collegati ai cambiamenti ormonali in corso.

I sintomi meno noti (ma altrettanto frequenti)

  • Brain fog. Difficoltà di concentrazione, memoria meno pronta, sensazione di nebbia mentale: il cosiddetto brain fog è uno dei sintomi più frequenti e meno discussi della perimenopausa. Ha una base ormonale precisa, perché gli estrogeni influenzano la funzione cognitiva. Tende a migliorare con il progredire della transizione.
  • Calo della libido. La riduzione del desiderio sessuale è comune in perimenopausa, legata sia alle variazioni ormonali (in particolare del testosterone) sia all’eventuale secchezza vaginale, che può rendere i rapporti meno confortevoli.
  • Variazioni di peso. Un lento aumento di peso, soprattutto a livello addominale, è frequente in questa fase. La riduzione degli estrogeni modifica la distribuzione del grasso corporeo e può rallentare il metabolismo basale. Non è inevitabile, ma richiede spesso un aggiustamento delle abitudini alimentari e del livello di attività fisica.
  • Secchezza vaginale e sintomi urogenitali. La riduzione degli estrogeni assottiglia le mucose vaginali e può causare secchezza, prurito o fastidio. Sono sintomi di cui si parla poco, ma che impattano significativamente sulla qualità della vita e che rispondono bene alle terapie locali disponibili.
  • Palpitazioni. Episodi di battito cardiaco accelerato o irregolare possono comparire durante le vampate o in modo indipendente. Nella maggior parte dei casi sono benigni e legati alle fluttuazioni ormonali, ma è sempre opportuno segnalarli al medico per escludere altre cause.

Premenopausa e ossa, quanto conta il calcio

Uno degli effetti meno visibili ma più rilevanti della perimenopausa riguarda le ossa.  Gli estrogeni hanno un effetto protettivo sulla densità ossea; man mano che la loro produzione diminuisce inizia una progressiva perdita di massa ossea che accelera nei primi anni dopo la menopausa. Questo può comportare lo sviluppo dell’osteoporosi, la cui prevenzione non inizia con la menopausa, bensì inizia prima, già in questa fase di transizione.

Abbiamo chiesto alla prof.ssa Maria Luisa Brandi – Medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo e presidente di FIRMO Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso come si fa a prevenire osteopenia e osteoporosi: “La prevenzione primaria serve a non farci arrivare all’osteopenia e all’osteoporosi. Noi tutti raggiungiamo il picco di massa ossea intorno ai 20- 25 anni, densità che poi dobbiamo continuare a mantenere nell’età adulta. Le donne cominciano a perdere la densità ossea con la menopausa, e infine tutti la perdono con l’età avanzata. Dobbiamo, dunque, prevenire questa perdita nelle fasi della giovinezza, stando attenti ad introdurre il calcio con l’alimentazione, mantenere le ossa forti con la pratica sportiva regolare e con l’esposizione al sole, che aiuta a sintetizzare la vitimina D e assorbire il calcio e il fosfato a livello intestinale.”

Stile di vita e alimentazione consigliati

La perimenopausa non è una malattia e molti dei suoi sintomi possono essere gestiti efficacemente con alcune attenzioni quotidiane.

Alimentazione.

Privilegiare alimenti ricchi di calcio (latticini, verdure a foglia verde, legumi, pesce azzurro), vitamina D , fitoestrogeni naturali (soia, legumi, semi di lino) e proteine di qualità per contrastare la perdita di massa muscolare.

Attività fisica.

L’esercizio regolare è una delle strategie più efficaci per la gestione dei sintomi.

  • L’allenamento con i pesi e quello di resistenza protegge le ossa;
  • il cardio moderato supporta il sistema cardiovascolare e il tono dell’umore;
  • yoga e pratiche di mindfulness aiutano con i disturbi del sonno e l’irritabilità.

In questo articolo puoi approfondire l’attività fisica indicata per la salute delle ossa

Sonno.

Andare a dormire ad orari regolari, evitare alcol e caffeina nelle ore serali, e tenere la camera fresca può ridurre significativamente i disturbi notturni.

Consulto ginecologico.

Con l’arrivo della perimenopausa è consigliato rivolgersi al ginecologo può valutare i sintomi, escludere altre cause e, se necessario, proporre un supporto farmacologico o fitoterapico mirato.

Esistono anche rimedi e terapie naturali di cui abbiamo parlato in questo articolo. 

Acqua Uliveto, naturalmente ricca di calcio altamente biodisponibile, contribuisce in modo significativo al raggiungimento del fabbisogno giornaliero raccomandato. Il Ministero della Salute, tramite il decreto n. 4311 del 15 luglio 2019, ha riconosciuto che “la quantità di calcio presente nell’acqua minerale naturale Uliveto partecipa all’integrazione del fabbisogno giornaliero di calcio per la salute delle ossa”. Un apporto che inizia a fare la differenza proprio durante la perimenopausa, prima che la perdita ossea si faccia più intensa.

FAQ

A che età inizia la perimenopausa?

Non esiste un’età precisa: in genere tra i 40 e i 55 anni, con molte variazioni individuali. Alcune donne iniziano a notare i primi segnali già verso i 40 anni.

Come si distingue la perimenopausa da un periodo di stress?

Molti sintomi si sovrappongono, il che rende la diagnosi difficile senza un consulto medico. Il segnale più specifico è il cambiamento del ciclo mestruale.

In perimenopausa si può ancora rimanere incinte?

Sì, fino a che le mestruazioni sono presenti, anche se irregolari, la gravidanza è possibile. La contraccezione va mantenuta fino a un anno dopo l’ultima mestruazione.

Quanto durano i sintomi della perimenopausa?

La maggior parte dei sintomi tende a stabilizzarsi e a ridursi con il completamento della transizione. Alcuni, come la secchezza vaginale, possono persistere anche dopo la menopausa se non trattati.

Quando è necessario rivolgersi al medico?

Sempre quando i sintomi influiscono sulla qualità della vita, quando il ciclo presenta variazioni molto marcate o sanguinamenti anomali, o quando compaiono sintomi come palpitazioni persistenti o stati d’ansia intensi.

Fonti & Approfondimenti