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Curiosità, consigli e approfondimenti da bere tutti d’un fiato

Densitometria ossea (MOC): cos'è, a chi serve e come prevenire l'osteoporosi

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SALUTE E BENESSERE
Parliamo di densitometria ossea in occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, che si tiene ogni anno il 20 ottobre per promuovere la prevenzione dell’osteoporosi. In Italia circa 5 milioni di persone convivono con questa malattia, di cui l’80% sono donne in post-menopausa; eppure, nella maggior parte dei casi la diagnosi arriva tardi, spesso solo dopo una frattura. La densitometria ossea è lo strumento che permette di anticipare questo momento. E la prevenzione, come vedremo, inizia molto prima dell’esame.

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L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una progressiva riduzione della massa ossea e da un’alterazione della microarchitettura del tessuto osseo, che diventa più fragile e più esposto al rischio di fratture, anche spontanee o provocate da traumi minimi. Secondo la Fondazione Veronesi: in Italia l’osteoporosi colpisce circa 5 milioni di persone, di cui oltre l’80% sono donne in post-menopausa. Il problema principale è che l’osteoporosi non fa rumore. Non provoca dolore, non dà sintomi evidenti nelle fasi iniziali e avanza in silenzio per anni. Spesso ci si accorge di averla solo quando si verifica una frattura in seguito a una caduta banale o persino senza un trauma apparente. In questo articolo puoi approfondire come l’alimentazione può aiutare a riprendersi da una frattura. Le sedi più a rischio di frattura sono: la colonna vertebrale dorso-lombare, il collo del femore e il polso. Le fratture del femore in particolare sono associate a un alto tasso di disabilità e a costi sanitari significativi: in Italia si registrano circa 100.000 ricoveri all’anno per questa causa. Il calo degli estrogeni che accompagna la menopausa è il principale fattore di rischio nelle donne: gli estrogeni svolgono un ruolo protettivo sulla salute ossea, e la loro riduzione accelera la perdita di massa ossea in modo significativo. Ma l’osteoporosi non riguarda solo le donne in menopausa, anche gli uomini ne sono colpiti, con una prevalenza del 14% tra gli over 60 secondo lo studio epidemiologico ESOPO.

Cos’è la densitometria ossea (MOC)

La densitometria ossea, conosciuta anche come MOC (acronimo di Mineralometria Ossea Computerizzata), è l’esame diagnostico di riferimento per valutare la salute delle ossa e misurare il rischio di osteoporosi ed è uno degli strumenti più efficaci a disposizione per la diagnosi precoce di questa malattia. L’esame misura la densità minerale ossea (BMD, Bone Mineral Density), ovvero la quantità di minerali (principalmente calcio e fosforo) presenti in un determinato segmento osseo. Come ci ha spiegato la prof.ssa Maria Luisa Brandi, Medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, «ognuno di noi ha un programma di picco di massa ossea che deriva dalla nostra genetica, se però abbiamo dei problemi, ad esempio se da bambini dobbiamo usare cortisonici oppure non introduciamo le quantità di calcio raccomandate, non raggiungiamo questo picco di massa ossea. Per questo bisogna fare molta attenzione alla prevenzione, assicurandosi di fare attività fisica tutti i giorni ed esporsi alla luce solare almeno mezz’ora al giorno, in modo da sintetizzare la vitamina D a livello della cute e assorbire calcio e fosfato a livello intestinale, che ci permettono di fare il nostro cristallo osseo.» Infatti, maggiore è la densità, più l’osso è resistente; minore è la densità, più l’osso è fragile e soggetto a fratture. La tecnica più diffusa e accurata è la DEXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry), considerata il gold standard a livello internazionale per la sua precisione e affidabilità. Utilizza raggi X a bassa dose e misura la densità ossea principalmente a livello della colonna lombare e del collo del femore, le sedi più a rischio di frattura.

Come funziona l’esame e quanto dura

La densitometria ossea è un esame semplice, non invasivo e completamente indolore. Non richiede preparazioni particolari: è sufficiente indossare abiti comodi senza elementi metallici (cerniere, cinture, gioielli) e, in alcuni casi, indossare un camice fornito dal centro diagnostico. Il paziente si sdraia su un lettino mentre lo strumento scansiona le aree di interesse. L’esame lombare e femorale dura circa 10 minuti; la MOC total body, che valuta anche la composizione corporea, richiede circa 20 minuti. I risultati vengono poi discussi con il medico, che li integra con altri parametri clinici per formulare una valutazione completa.

Chi dovrebbe farla e quando

La densitometria ossea è consigliata in particolare:
  • Alle donne in menopausa, soprattutto dopo i 65 anni o prima in presenza di fattori di rischio
  • Agli uomini over 70
  • A chi ha subito fratture da fragilità (fratture per traumi minimi)
  • A chi assume farmaci cortisonici per periodi prolungati, che riducono la densità ossea
  • A chi ha familiarità con l’osteoporosi 
  • A chi presenta dolori persistenti alle ossa o alla zona lombare
  • A chi ha una storia di bassa attività fisica, fumo o carenza di calcio prolungata
Non è necessario aspettare i sintomi, anzi, proprio perché l’osteoporosi è asintomatica nelle fasi iniziali, eseguire la MOC in modo preventivo è il modo più efficace per intervenire in tempo.

Come si interpretano i risultati

Il risultato principale della densitometria ossea è il T-score: un valore che indica di quanto la densità ossea misurata si discosta dalla densità media di una persona giovane e sana dello stesso sesso.
T-Score
Interpretazione
Superiore a -1
Densità ossea normale
Da -1 a -2,5
Osteopenia (riduzione lieve della densità ossea)
Inferiore a -2,5
Osteoporosi
È importante ricordare che il T-score da solo non determina il rischio di frattura, che dipende anche da età, sesso, storia clinica e altri fattori. L’interpretazione va sempre affidata al medico, che valuterà il dato nel contesto complessivo della persona.

Prevenzione: alimentazione, calcio e stile di vita

alimentazione ricca di calcio per la salute delle ossa La prevenzione dell’osteoporosi non comincia con la menopausa, inizia da giovani. Il picco di massa ossea si raggiunge intorno ai 30 anni: più alto è questo picco, maggiore sarà la “riserva” di densità ossea su cui contare nelle decadi successive. Alimentazione e osteoporosi sono strettamente collegati ed è per questo che si dice che l’osteoporosi si batte a tavola. Gli strumenti di prevenzione primaria sono semplici e ben documentati:

Calcio: il minerale amico delle ossa

È il minerale fondamentale per la salute ossea. Il fabbisogno giornaliero raccomandato è di circa 1.000-1.200 mg al giorno per gli adulti, con valori più alti in menopausa e in età avanzata. Le fonti principali sono:
  • latticini
  • verdure a foglia verde
  • legumi
  • frutta secca
  • sardine
  • acque calciche
In questo articolo puoi scoprire come assumere la giusta quantità di calcio con l’alimentazione.

Il ruolo della Vitamina D

La vitamina D si sintetizza principalmente attraverso l’esposizione solare; in alcuni casi può essere necessaria un’integrazione. È importante perché svolge un ruolo cruciale nell’assorbimento intestinale del calcio e del fosforo: minerali fondamentali per la formazione e il mantenimento di ossa e denti sani.

L’importanza dell’attività fisica

il ruolo dello sport nella prevenzione dell'osteoporosi Il carico meccanico stimola la formazione ossea. Camminata, corsa, danza e attività con pesi sono le più efficaci. Leggi perché l’allenamento con i pesi fa bene alle donne e le aiuta a mantenere ossa forti.

Eliminare i fattori di rischio.

Occorre fare attenzione ai fattori di rischio che possono accelerare la perdita di massa ossea, come fumo e alcol. Un sano stile di vita, un’alimentazione equilibrata e una costante e adeguata attività fisica sono fondamentali per fare prevenzione e contrastare l’insorgere dell’osteoporosi.

l ruolo di Acqua Uliveto per la salute delle ossa

Tra le fonti di calcio alimentare, l’acqua minerale è spesso sottovalutata, eppure può contribuire in modo significativo al raggiungimento del fabbisogno quotidiano, soprattutto per chi segue una dieta povera di latticini o ha un maggiore fabbisogno di calcio.  Acqua Uliveto, con la sua concentrazione di calcio pari a circa 200 mg/litro, contribuisce in modo significativo al raggiungimento della quantità quotidiana raccomandata. Infatti, bevendo due litri di acqua Uliveto apportiamo circa il 50% del valore nutritivo di riferimento, pari a 800 mg al giorno. Anche il Ministero della Salute, tramite il decreto n. 4311 del 15-7-2019, riconosce che «La quantità di calcio presente nell’acqua minerale Uliveto partecipa all’integrazione del fabbisogno giornaliero di calcio per la salute delle ossa». Bere Acqua Uliveto regolarmente è quindi un gesto semplice che, inserito in uno stile di vita equilibrato, contribuisce alla prevenzione dell’osteoporosi fin dalla giovane età. Scopri in questo articolo il ruolo del calcio nella prevenzione di osteoporosi e fratture da fragilità.

FAQ

La densitometria ossea fa male?

No, è un esame completamente indolore e non invasivo. Il paziente si sdraia su un lettino mentre lo strumento esegue la scansione. Non richiede iniezioni, né preparazioni particolari.

Con quale frequenza va ripetuta la MOC?

Dipende dai risultati e dal profilo di rischio individuale. In generale, per le donne in menopausa con valori normali si consiglia di ripeterla ogni 2-5 anni. In presenza di osteopenia o fattori di rischio significativi, il medico potrebbe consigliare controlli più frequenti. Leggi qui la differenza fra osteoporosi e osteopenia.

L’osteoporosi si può curare?

Dall’osteoporosi non si guarisce completamente, ma si può rallentare l’osteoporosi con le giuste terapie farmacologiche, con l’integrazione di calcio e vitamina D, attività fisica mirata e modifiche dello stile di vita. La diagnosi precoce è fondamentale per intervenire prima che si verifichino fratture. È possibile

Quanta acqua bisogna bere per la salute delle ossa?

L’indicazione generale è di almeno 1,5-2 litri al giorno. Scegliere un’acqua naturalmente ricca di calcio come Acqua Uliveto permette di contribuire al fabbisogno quotidiano di questo minerale essenziale per la salute ossea, affiancando l’alimentazione in modo semplice e quotidiano.

Fonti & Approfondimenti