Come la pallavolo ha rivoluzionato lo sport


La pallavolo nasce negli Stati Uniti nel 1895 e a differenza degli sport allora esistenti, che misuravano la forza attraverso il contatto fisico, questa nuova disciplina puntava tutto sulla prontezza di riflessi e sulla strategia di squadra.

La pallavolo così come la conosciamo oggi, nel nome inglese di “volleyball”, fu introdotta in Europa dai militari americani durante la prima guerra mondiale.

E grazie all’YMCA di Manila, nelle Filippine, questo sport si diffuse velocemente anche in Oriente ed in modo particolare ebbe successo in Cina e Giappone.  

Bisogna però aspettare la fine della seconda guerra mondiale per assistere all’affermazione di questa disciplina agonistica. Nel 1946 nasce in Italia della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) che oggi, con i suoi 367.000 iscritti, è la seconda federazione sportiva in Italia per numero di tesserati. Il 1964 è stato l’anno in cui la pallavolo divenne uno sport Olimpico.  

Le nazionali che negli anni si sono dimostrate più competitive a livello internazionale sono le squadre asiatiche e dell’Europa dell’Est, Stati Uniti, Russia, Cuba e Cina.

A partire dal 1989 anche le nazionali italiane hanno dato al nostro Paese grandi soddisfazioni, grazie soprattutto alla “Generazione di fenomeni” che ha rappresentato una delle formazioni più forti di tutti i tempi. 

La svolta fu segnata dall’arrivo dell’allenatore Julio Velasco, che rivoluzionò la panchina italiana, portando una nuova visione e una leadership forte. In quell’anno l’Italia si aggiudicò il campionato europeo e i successivi dieci anni furono segnati da tre titoli mondiali consecutivi, tre ori europei, otto World League. L’unico titolo non raggiunto, che gli appassionati che assistettero a quel periodo felice ancora rimpiangono, rimase l’oro olimpico. Ancora oggi le nostre nazionali, maschili e femminili, sono tra le più competitive nel panorama mondiale. 

Dal punto di vista fisico la pallavolo è uno sport caratterizzato da salti, scatti, tuffi e il tipo d’impegno muscolare cambia in base al ruolo di ogni giocatore, che sia centrale, schiacciatore o alzatore. È certamente una disciplina che richiede un costante allenamento per migliorare le qualità neuro-muscolari e garantire la necessaria reattività.

La pallavolo è uno degli sport più amati e praticati al mondo, che unisce le persone in qualsiasi contesto, dalle spiagge alle palestre, a cui basta una palla e una rete per divertirsi e svagarsi. 

Il bello di questo gioco di squadra è il suo valore formativo, educativo, emozionale e fisico. I giocatori infatti si misurano su molti livelli, mettendo in campo anche una forte motivazione e spirito di solidarietà. Uno sport appassionante da praticare e da seguire come spettatori.

Uliveto è partner ufficiale di FIPAV, Federazione Italiana Pallavolo, insieme hanno l’obiettivo di informare anche i più giovani sulla corretta reidratazione, fondamentale nello svolgimento di qualsiasi attività sportiva, agonistica o amatoriale. 


Gli sportivi lo sanno bene, Acqua Uliveto va bevuta PRIMA dell’attività sportiva per scongiurare l’eccessivo dispendio di minerali. Va bevuta DURANTE, poiché, digerita rapidamente grazie alla combinazione di bicarbonati e calcio, riduce la formazione di acido lattico migliorando il funzionamento di tutta la muscolatura. Ed infine va bevuta DOPO, per reintegrare rapidamente i liquidi e i sali minerali persi con la sudorazione e aiuta il recupero muscolare correggendo la tendenza all’acidosi.

Scegli lo sport all’aperto (in città) più adatto a te!

Le palestre e le piscine sono chiuse per le disposizioni relative alla gestione della pandemia da Coronavirus, ma non è facile (né giusto) rinunciare allo sport, quindi non resta che fare attività sportiva all’aperto!

Non bisogna essere degli atleti professionisti per decidere di allenarsi fuori dalle mura di una struttura, perché lo sport non solo aiuta il fisico a restare in forma, ma è importante anche per il benessere mentale. Puoi scegliere queste attività per svagarti, per allentare le tensioni, per ritrovare la forma fisica.

Bicicletta, corsa, outdoor training… qual è l’attività che sceglierai?

Scegliere di andare in bicicletta significa dedicarsi ad un’attività faticosa, che richiede concentrazione e sforzo, ma che è anche molto piacevole e divertente. Non a caso la bicicletta è uno dei giochi preferiti dai ragazzini di tutte le generazioni. La bici aiuta a bruciare calorie e a tonificare gambe e glutei.

L’impegno varia in base al percorso, alla bicicletta utilizzata e alla condizione fisica. Quel che è certo è che, come in tutte le discipline sportive, l’allenamento costante permette di superare i propri limiti, migliorando le prestazioni. Darsi obiettivi raggiungibili e alzare il livello lentamente è il modo migliore per affrontare questo sport.

In questo la corsa non è affatto dissimile. Non richiede particolare attrezzatura, non si deve “imparare” e si presenta in diverse varianti, dalla camminata, al fitwalking al jogging.

Una camminata a ritmo costante, su un percorso senza dislivelli, della durata di 30-40 minuti è il miglior modo per cominciare.

Si può passare poi al fitwalking, ovvero una camminata veloce. Si tratta di un esercizio fisico aerobico che aiuta a ridurre il grasso addominale, migliorare la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti, portando ad una diminuzione di cellulite e ritenzione idrica. Se praticato in modo continuativo è in grado di ridurre la frequenza cardiaca.

E poi c’è la corsa vera e propria per la quale, come abbiamo detto, non esistono le regole del gioco, ma ci sono alcuni accorgimenti che aiutano a farlo nel migliore dei modi:

  • tenere la testa alta, per migliorare la respirazione;
  • rilassare le braccia e spalle, con il petto in fuori e la schiena dritta;
  • tenere i glutei contratti, per consentire alle gambe di allungarsi al meglio e faticare meno;
  • non sollevare troppo le ginocchia;
  • non serrare dita e mani, e tenere le braccia piegate a 90° con i gomiti aderenti al bacino;
  • tenere, infine, presente che il piede “riposa” quando nella corsa è interessata tutta la parte anteriore della pianta.

Tolte le giornate più afose e quelle gelide, si può correre tutto l’anno.

È vero poi che non occorre attrezzatura specifica, ma le scarpe, quelle sì, vanno scelte con attenzione, per non provocare danni alle articolazioni o andare incontro ad infortuni.

Ascoltare la musica può aiutare a mantenere concentrazione e ritmo.

Correre regolarmente fa bene alla salute, abbassa la quantità di zuccheri nel sangue, aiuta la circolazione, fa perdere peso e stimola il buon umore!

C’è poi “l’outdoor training”, ovvero l’allenamento a corpo libero praticato all’aperto.

I parchi di molte città si sono dotate di attrezzi che consentono proprio l’allenamento funzionale.

Addominali, squat, piegamenti sulle braccia, plank e tanti altri esercizi vengono svolti per tonificare i muscoli e ridurre il grasso. Si può iniziare facendo 10-20 ripetizioni a esercizio, in base al livello di intensità scelto.

Diverse palestre e allenatori esperti si sono organizzati in modo da offrire questo servizio a principianti e persone che desiderano essere seguite.

Qualsiasi sia l’attività preferita, non dimenticare mai di scegliere l’acqua giusta per lo sport!

Uliveto, grazie alla sua composizione bicarbonato-calcica, è ideale per chi fa sport perché bevuta prima, durante e dopo l’allenamento aiuta a mantenere l’equilibrio idrico-minerale alterato da sforzo e sudorazione. In modo particolare, la presenza di calcio immediatamente biodisponibile contribuisce al veloce recupero di muscoli e ossa. Il pratico formato da 0,5lt è ideale per questo specifico utilizzo! 

Dopo l’attività sportiva bisogna reintegrare acqua e minerali, c’è un modo corretto per farlo

Il corpo umano è una macchina perfetta, alla ricerca constante dell’equilibrio che ne garantisca il funzionamento ed il benessere.

Gli elettroliti come il sodio, il potassio, il calcio, il magnesio e il cloro vengono eliminati sia attraverso le urine, sia con la sudorazione. Un complesso sistema di regolazione ormonale favorisce il mantenimento di un corretto bilancio idro-elettrolitico, allo scopo di evitare la disidratazione e le sue pericolose conseguenze.

Nello sportivo, specie in particolari condizioni climatiche, possono verificarsi con la sudorazione importanti perdite di acqua e con essa di sali minerali, che sono sempre disciolti nel sudore in quantità variabile, e che necessitano di essere reintegrati insieme all’acqua.

La concentrazione degli elettroliti nel sudore varia con la velocità di secrezione delle ghiandole sudoripare distribuite sulla pelle. All’aumentare della velocità di secrezione di queste ghiandole aumenta anche la concentrazione di sodio e cloro nel sudore; mentre la concentrazione di magnesio, potassio e calcio tende a ridursi ed è relativamente bassa e costante, se comparata con quella più alta e variabile di sodio e cloro, la cui carenza è responsabile della pericolosa iposodiemia.

Sodio e cloro sono, quindi, i due elettroliti che più si perdono in seguito a un’abbondante sudorazione e, se questa supera i 2 litri/ora ed è accompagnata da una elevata concentrazione di sodio, l’atleta può andare incontro all’insorgenza di crampi muscolari.

Un’alimentazione ricca di sale e una corretta assunzione di sodio mediante acque ben mineralizzate (come Acqua Uliveto) o con bevande idrosaline, assunte prima, durante e dopo l’allenamento o la gara, diventano indispensabili per la prevenzione dei crampi.

Oltre al sodio e al cloro (principali elettroliti da reintegrare), fa parte nella composizione del sudore anche una piccola quota di sostanze organiche e inorganiche fra cui aminoacidi, urea, acido lattico e minerali, quali ferro, magnesio e calcio, che normalmente vengono introdotti e compensati in quantità adeguata con un regime alimentare corretto.

Durante l’attività fisica e sportiva, i praticanti devono prestare particolare attenzione al reintegro dell’acqua e dei sali minerali persi mediante un apporto calibrato dei diversi elementi. Questa reintegrazione diventa assolutamente necessaria quando la perdita idrica con la sudorazione arriva a 2,5/3 litri, soglia facilmente raggiungibile negli sport di endurance, come la maratona o gare di ciclismo o triathlon, dove la quantità di sudore prodotto può superare anche i 6 litri e il 15% dell’acqua corporea totale.

Il sudore è un liquido in cui l’osmolarità (ovverosia la concentrazione delle particelle presenti in soluzione) è inferiore rispetto al plasma e, quindi, la sudorazione determina sempre una perdita di acqua in eccesso rispetto alla perdita di sali.

Per sopperire alle perdite saline di un allenamento nomale in cui non vi siano perdite di sudore eccessive, come può essere una seduta in palestra, è sufficiente introdurre un’acqua ben mineralizzata e non è necessario ricorrere a integratori o bevande idrosaline.

È sempre consigliabile, invece, calibrare l’apporto di acqua e sali quando si ha una sudorazione intensa. In particolare l’assunzione di liquidi prima e durante il lavoro muscolare riduce e ritarda la comparsa della disidratazione, i cui effetti sulla performance sportiva sono ben documentati e comportano un progressivo decremento della funzionalità cardiovascolare e delle prestazioni atletiche.

Come indicato nelle principali linee-guida internazionali, quando è prevista un’abbondante sudorazione è consigliato introdurre circa 400ml di acqua circa 3-4 ore prima dell’esercizio, insieme a un pasto ricco di sali minerali. Va assunto un quantitativo da 200 a 300ml circa 2 ore prima dell’inizio dell’attività, continuando poi a introdurre liquidi in piccole quantità ogni 20 minuti durante l’esercizio fisico, al fine di bilanciare le perdite dovute alla sudorazione ed evitare una diminuzione del peso corporeo superiore al 2%, ed eventualmente assumendo circa 1gr di sodio ogni ora di attività.

Dopo l’attività fisica è fondamentale continuare a reidratarsi nelle 4-5 ore successive per colmare le perdite di liquidi e sali sia con acque ben mineralizzate come Uliveto, sia con alimenti ricchi di sali. Al tempo stesso, bisogna evitare un’eccessiva reidratazione, poiché un eccesso di liquidi può provocare – oltre a disturbi a stomaco e intestino, anche sintomi quali confusione mentale e cefalea legati all’iposodiemia.

In caso di sedute di sport di endurance molto intense e di oltre due ore, è opportuno reintegrare, insieme ad acqua e elettroliti, anche i carboidrati come le maltodestrine facilmente assimilabili, che garantiscono un apporto costante di energia, facendo però molta attenzione a non esagerare nella concentrazione delle sostanze disciolte (circa 60-80gr per litro assumendole a piccole dosi).

Un’eventuale eccessiva concentrazione di tali sostanze può, infatti, rallentare lo svuotamento gastrico, causando un ritardo nell’assorbimento renale della bevanda, con conseguente richiamo di acqua dal sangue al lume intestinale, ottenendo così l’effetto opposto a quello desiderato provocando una ritenzione di liquidi, diminuita sudorazione e rischio di ipertermia e colpo di calore.

I tempi dell’idratazione per lo sportivo: come, quanto e quando bere

Una corretta idratazione è un fattore fondamentale sia per la salute in generale, sia per la prestazione sportiva.

È noto che l’acqua è indispensabile per il buon funzionamento degli organi, dei sistemi, degli apparati e di tutte le funzioni vitali ed altresì essenziale per la regolazione della temperatura corporea, la digestione e il trasporto degli elementi nutrizionali e delle sostanze di rifiuto.

Ma non solo: senza una buona idratazione, è impossibile esprimere al massimo le proprie potenzialità atletiche e assicurare una corretta fase di recupero post-gara o allenamento.

Ma quanto bere? È evidente che bere troppo poco favorisce la disidratazione, ma anche bere troppo ha le sue controindicazioni.

La necessità di acqua in un individuo sedentario in condizioni di riposo assoluto e con temperatura ottimale è stimata essere come minimo 1 litro al giorno, considerando che le perdite attraverso la diuresi almeno pari a 500ml e attraverso la cute circa 400ml, mentre circa 200ml sono necessari per gli atti respiratori. 

Le richieste di liquidi salgono a 3-4 litri al giorno con le normali attività quotidiane e quando intervengono meccanismi di termoregolazione mediante la sudorazione. 

Per lo sportivo che si allena o gareggia in climi caldi le richieste di liquidi possono arrivare fino a 10 litri al giorno o anche di più in caso di sport estremi. 

Per questo motivo, lo sportivo deve prestare particolare attenzione nell’ingerire una giusta quantità di acqua, con una adeguata mineralizzazione sia prima, sia durante e dopo l’attività, al fine di mantenere quel corretto volume plasmatico, con normale osmolarità del plasma, che consenta di evitare cali di rendimento fino a pericolose conseguenze per la salute legate alla disidratazione. 

È importante iniziare l’attività fisica e sportiva ben idratati: una corretta assunzione di liquidi prima dell’esercizio fisico assicura, infatti, una migliore performance, oltre ad abbassare la temperatura corporea inferiore e la frequenza cardiaca. 

Purtroppo capita molto spesso che gli atleti inizino l’attività con un livello di idratazione non sufficiente, perché aspettano per bere lo stimolo della sete, che è dimostrato intervenire quando l’organismo inizia ad essere già disidratato. 

Nelle due-tre ore che precedono l’attività fisica è opportuno bere circa 500-600 millilitri di acqua sempre a piccoli sorsi, mentre circa 300 millilitri possono essere introdotti nei 10-15 minuti che precedono l’esercizio fisico. Ovviamente queste quantità variano a seconda della corporatura del soggetto e delle condizioni climatiche di temperatura e umidità. 

Anche durante l’attività sportiva è importante mantenere l’organismo dell’atleta ben idratato per prevenire perdite idriche che superino come entità il 2% del peso corporeo, sufficienti a far diminuire la performance. A seconda quindi dell’entità della sudorazione e dell’eventuale diuresi che variano in funzione della corporatura del soggetto, del tipo di sforzo fisico e della durata dello stesso, è importante integrare liquidi ed elettroliti introducendo una quantità di acqua che può variare da 0,4 a 0,8 litri ogni ora, bevendo a intervalli di 15-20 minuti. 

È fondamentale quindi che l’atleta preveda un piano di reidratazione, avendo cura di portare con sé i liquidi necessari o assicurandosi che sia possibile bere sul campo di gara o nei punti di ristoro. 

Si consiglia di bere durante lo sforzo fisico un’acqua ricca di sali minerali (sodio, calcio, bicarbonato) che è in genere sufficiente da sola a garantire un corretto apporto sia di liquidi, sia di elettroliti e a contrastare l’acido lattico che si produce durante lo sforzo.  

Terminata l’attività fisica, se nell’organismo si è creato uno stato di disidratazione, è necessario compensarlo rapidamente. Il recupero è possibile non solo reintegrando le perdite di liquidi, ma anche introducendo i sali minerali mediante un’acqua che li contenga in misura ottimale – come Acqua Uliveto – ovvero assumendoli tramite cibi o integratori. Tale reintegro è un fattore di cruciale importanza per il recupero dell’atleta e la prevenzione degli infortuni. 

Dopo l’allenamento o la gara vanno assunti liquidi con un eccesso di circa il 25% rispetto alle perdite, in modo da compensare sicuramente la sudorazione e la quantità di urine emesse durante e dopo lo sforzo. Da evitare, invece, per alcune ore nel post gara l’assunzione di alcool, caffè e tè che avendo una azione diuretica possono favorire la disidratazione. 

Un calcolo basato sul peso corporeo valutato prima e al termine dell’esercizio fisico, consentirà di capire se la reidratazione è stata corretta oppure insufficiente o se si sono ingeriti liquidi in eccesso. 

Qual è l’acqua più indicata per lo sportivo?

Bere e, soprattutto, “bere bene” è fondamentale quando si fa sport: una corretta idratazione è, infatti, indispensabile per allontanare la sensazione di fatica e proteggere l’organismo dall’aumento della temperatura corporea (tipico della pratica sportiva) e dai deleteri effetti della disidratazione.

Con la sudorazione, insieme all’acqua, vengono persi anche elettroliti e sali minerali, tra cui calcio, magnesio, potassio, sodio: micronutrienti fondamentali, al pari delle sostanze che si assumono con gli alimenti solidi, nell’assicurare una corretta funzionalità cellulare.

Ecco perché un apporto inadeguato di acqua, fonte naturale di questi elementi, riduce la performance sportiva, con possibile sensazione di debolezza legata alla perdita di potassio e probabile insorgenza di crampi dovuti alla carenza di sodio e magnesio.

Come sottolineato da tutte le linee-guida internazionali: le perdite di liquidi e di elettroliti devono essere correttamente integrate sia prima, sia durante e dopo la pratica sportiva, al fine di mantenere la migliore funzionalità dei vari organi e apparati e, in particolare, di quelli cardio-respiratorio e muscolo-scheletrico maggiormente sollecitati dallo sforzo atletico.

Allo stesso tempo una corretta idratazione favorisce la termoregolazione e riduce il rischio di disidratazione, potenziale fattore di rischio per la salute degli atleti, oltre che elemento sfavorevole per la performance sportiva.

Diventa perciò fondamentale la scelta del tipo di acqua per reintegrare i liquidi, ma anche i sali persi nel corso dell’attività fisica, possibilmente in un rapporto ottimale fra di loro.

L’acqua ideale per lo sportivo è un’acqua a buona mineralizzazione che – attraverso un equilibrato apporto di sodio, calcio, potassio e magnesio – possa reintegrare le perdite causate dalla sudorazione e favorire la trasmissione nervosa indispensabile per la contrazione muscolare, riducendo la sensazione di fatica e prevenendo la disidratazione.

Un’acqua mediamente mineralizzata bicarbonato-calcica (come Acqua Uliveto) bevuta sia prima, sia durante e dopo lo sforzo fisico consente di rispondere meglio alle esigenze dello sportivo.

Ma quali sono le funzioni dei minerali e come aiutano la performance sportiva?

  • Il calcio svolge un ruolo importante per il buon funzionamento muscolare e per la trasmissione dell’impulso nervoso, oltreché per il metabolismo osseo (che nello sportivo è più a rischio di demineralizzazione);
  • il potassio e magnesio facilitano la contrazione muscolare e prevengono la fatica;
  • il sodio contribuisce alla regolazione del bilancio idrico, aiutando a contrastare l’ipereccitabilità muscolare, che può dar luogo ai famosi e dolorosi crampi;
  • Il bicarbonato ha un’importante funzione nel tamponare l’acido lattico che si produce con lo sforzo muscolare.

Dunque è bene bere, “bere bene”, ma anche bere in quantità adeguate.

La quantità di acqua da reintegrare varia in base alle caratteristiche dell’atleta (quali la composizione corporea, l’età e il sesso), al tipo di attività praticata e quindi alla durata ed intensità dello sforzo fisico.

Non da ultimo dipende dalle condizioni climatiche di temperatura e di umidità ambientale, che influenzano la conseguente entità delle perdite registrate con la sudorazione. Si va da 1 litro e mezzo a 3 litri al giorno per chi fa attività sportiva e fino ai 6 litri per chi partecipa a gare intense di elevata durata e in ambienti caldi, come una maratona o le corse ciclistiche.

In generale, si raccomanda che lo sportivo inizi a bere già prima dello svolgimento dell’attività fisica, che continui a farlo con regolarità anche nel corso della seduta di allenamento o di gara e che prosegua il reintegro idrico-minerale nel periodo successivo al termine della prestazione atletica.

Fondamentale è non aspettare per bere lo stimolo della sete, perché questo interviene quando la disidratazione è già in atto, con conseguente alterazione della termoregolazione e calo della prestazione atletica.

Altrettanto importante è non eccedere con l’introduzione di acqua, il cui volume assunto non deve superare le perdite dovute alla la sudorazione.

Sapevi che l’acqua regola la tua temperatura corporea?

Intorno all’acqua ruota un sistema integrato di meccanismi biologici mirato a mantenere una temperatura corporea costante – intorno ai 37° – indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne all’organismo.

La centrale di comando di questo sofisticato sistema è il centro termoregolatore ipotalamico, che è in grado di captare ed elaborare i segnali provenienti dalla cute, dal cervello e dagli organi centrali, coordinando la risposta fisiologica più idonea al mantenimento della temperatura corporea.

Quando l’organismo è esposto al freddo, la perdita di calore viene contenuta con una vasocostrizione cutanea e controbilanciata da un aumento della produzione di calore da parte dell’organismo stesso.

Mentre in caso di elevate temperature o di sforzo fisico intenso e prolungato, l’organismo mette in atto una serie di meccanismi quali l’aumento della sudorazione, della frequenza e della profondità del respiro e la dilatazione dei piccoli vasi cutanei, con lo scopo di aumentare la dispersione del calore mediante evaporazione.

In queste circostanze diminuiscono anche l’appetito e la frequenza cardiaca, per via di una minore richiesta di ossigeno da parte degli organi che producono calore, come il fegato e i muscoli.

In condizioni normali, con la sudorazione il corpo si raffredda, rendendo efficace la termo-dispersione del calore. Questo non avviene però sempre, dipende infatti dalle circostanze fisiche e ambientali. Ad esempio, quando l’umidità è molto elevata, il sudore non evapora abbastanza rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato efficacemente.

La temperatura del corpo in queste condizioni aumenta rapidamente e può arrivare a danneggiare diversi organi vitali e il cervello stesso. Un’esposizione prolungata a temperature elevate può così provocare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, edemi, ma anche di maggiore gravità, come congestione, colpo di calore, disidratazione.

Il processo di termoregolazione è particolarmente importante per lo sportivo, in cui l’evaporazione del sudore è il meccanismo più efficace per ridurre la temperatura corporea (termo-dispersione), condizione fondamentale per salvaguardare l’integrità dell’organismo ed evitare cali di rendimento, fino all’insorgere di condizioni potenzialmente pericolose per l’organismo, come il colpo di calore.

La perdita di acqua mediante la sudorazione determina un aumento della viscosità del sangue ed una complessa risposta ormonale, che coinvolge vari organi fra cui ipotalamo, ipofisi e surrene che provoca una riduzione di liquidi e sali minerali emessi con le urine, oltre a una stimolazione del senso di sete.

Assumere al momento giusto adeguate quantità di acqua ricca di elettroliti persi con la sudorazione per ripristinare il volume e la normale osmolarità del plasma è, pertanto, di fondamentale importanza per lo sportivo, in cui il meccanismo dello stimolo della sete è spesso tardivo e insufficiente a ripristinare il volume di liquidi dispersi col sudore specie in condizioni climatiche estreme.

Per lo sportivo spesso si aggiunge anche il problema che le bevande non sono sempre facilmente ed immediatamente disponibili durante l’allenamento o la gara e la concentrazione agonistica nello sforzo fisico e nel gesto atletico tendono a far sì che venga trascurato il segnale della sete.

Ciò può essere particolarmente dannoso anche perché col sudore -oltre all’acqua- vengono persi sodio, potassio, cloro, oltre a una infinità di sostanze organiche e inorganiche fra cui aminoacidi, urea, acido lattico e minerali come magnesio, ferro e calcio, determinando carenze -in special modo nello sportivo- se queste sostanze non vengono prontamente reintegrate con acque ricche di minerali e diete adeguate.

Per questo è consigliato allenarsi avendo al proprio fianco una bottiglia di acqua Uliveto, che con i suoi preziosi minerali aiuta l’organismo a reidratarsi in maniera ottimale apportando quegli elementi utili al proprio benessere ed equilibrio!

Quando fai sport il tuo corpo è una macchina perfetta, ha solo bisogno che tu faccia il pieno di acqua!

UlivetoSport06

L’acqua è all’origine della vita ed è la più importante molecola biologicamente attiva del nostro organismo.

Ogni cellula di tutti i nostri organi è dipendente dall’acqua:

gli apparati cardiocircolatorio, urogenitale, respiratorio, digestivo, nervoso e sensoriale richiedono acqua per trasportare nutrienti e rimuovere scorie metaboliche.

Per questo un’adeguata presenza di acqua nella dieta favorisce il buon funzionamento dell’intero organismo e determina un generale benessere psicofisico.

Bisogna dire che il fabbisogno idrico varia al variare delle attività e dello stile di vita di ciascuno.

Un soggetto che pratica attività fisica o sportiva ha bisogno di apportare un maggior quantitativo di acqua, poiché contare su uno stato di idratazione ottimale è determinante nel sostenere la prestazione atletica e nell’accelerare la fase di recupero.

Il che significa che se non si reintegra la quota d’acqua persa, si rischia di compromettere la performance sportiva e determinare anche condizioni pericolose per la salute dell’atleta.

Il ruolo centrale dell’acqua, per l’efficienza ottimale dello sportivo, non è soltanto quello di essere un solvente, ma di agire nelle cellule di cui è il principale costituente, di volta in volta come reagente, come catalizzatore di reazioni, come lubrificante, come liquido refrigerante, come agente ionizzante.

È un po’ come dimenticare di mettere l’acqua al motore della macchina, il motore si fonde e la macchina si ferma!

Poiché dunque il fabbisogno idrico giornaliero cambia in base alle diverse composizioni corporee, alle condizioni ambientali, nonché al tipo di attività fisica quotidiana svolta, i 2 litri d’acqua al giorno raccomandati dall’Autority Alimentare Europea (EFSA) potrebbero essere troppi per una persona anziana sedentaria di corporatura esile, e davvero troppo pochi per una persona giovane, che pratica una qualsiasi attività fisica.

Ma perché l’idratazione è così importante durante l’attività fisica? Come può la quota idrica della dieta incidere sul risultato sportivo?

Con l’esercizio fisico e il conseguente impegno muscolare si verifica un incremento della produzione di energia, che è a sua volta responsabile dell’innalzamento della temperatura corporea tipico della pratica sportiva.

Per mantenere i giusti livelli di temperatura corporea ed evitare “il surriscaldamento del motore”,

la macchina umana attiva i meccanismi di termoregolazione che inducono la termo-dispersione attraverso l’evaporazione del sudore, che viene prodotto in maniera più efficiente proprio per salvaguardare l’integrità dell’organismo e garantire la massima capacità di prestazione atletica.

In atleti impegnati in allenamenti e/o gare di rilevante intensità e durata, si possono verificare variazioni di peso fino a 5-6 Kg, rappresentati in grandissima parte dell’acqua persa con la sudorazione. Diventa quindi fondamentale reintegrare le corrette quantità di acqua in base all’intensità e durata dell’esercizio, alla propria corporatura ed alle condizioni di temperatura e umidità ambientale.

Ogni grammo o millilitro di acqua che evapora comporta mediamente la dispersione di 0.58 Kcal senza dispendio energetico (ovvero: sudare non fa dimagrire) e solo l’acqua effettivamente evaporata produce una riduzione della temperatura corporea.

Viceversa, la sudorazione che rimane negli indumenti una volta rimossi, sgocciola oppure viene eliminata meccanicamente dalla superficie cutanea, ad esempio con gli asciugamani, non produce effetti favorevoli sulla termo-dispersione, ma al contrario determina un’ulteriore perdita di acqua, in grado di aggravare lo stato di disidratazione dell’organismo.

La prossima volta che ti troverai a fare allenamento, attività sportiva o una gara, non dimenticare di bere e scegli un’acqua che non solo ti permetta di reintegrare i liquidi, ma anche i minerali eliminati col sudore, come acqua Uliveto che ha la giusta mineralizzazione.

L’acqua e lo sport: bere bene per allenarsi meglio

Allenarsi con costanza è importante sia per uno sportivo agonista, che desidera raggiungere sempre migliori prestazioni, sia per chi non lo è, per mantenersi in forma e in buona salute.

Quando si pensa al regime alimentare di chi pratica sport, spesso ci si limita a prendere in considerazione qualità e quantità del cibo, relegando l’acqua a un ruolo secondario, ritenendo che per reidratarsi sia sufficiente bere quando si avverte lo stimolo della sete.

Questo però è un errore, perché idratarsi costantemente consente di avere prestazioni migliori e di recuperare meglio dopo uno sforzo.

La quantità di acqua presente nel nostro corpo varia a seconda del sesso e dell’età, ma in ogni caso si aggira tra il 50% e il 60% del nostro peso complessivo.

Tutte le funzioni del nostro corpo si basano sull’acqua, che si trova distribuita nello spazio tra le cellule oltre che nei tessuti e nel plasma.

Il nostro corpo contiene inoltre elettroliti e sostanze minerali che svolgono varie funzioni e che, nel caso dell’attività sportiva, sono importanti perché svolgono un ruolo necessario alla contrazione dei muscoli (calcio, sodio, fosfato, potassio e magnesio), oltre che al corretto funzionamento del sistema nervoso.

Per questo è importante che lo sportivo scelga l’acqua minerale anche in base alla sua composizione e prediliga dunque quella che gli può fornire una giusta quantità di questi importanti nutrienti.

Relativamente all’attività sportiva, l’acqua che si trova all’interno del nostro organismo assolve a due funzioni:

– la prima è quella di trasportare nutrienti ai muscoli – sali minerali ed elettroliti – per permetterne il funzionamento;

– la seconda è quella di disperdere il calore prodotto durante l’attività fisica stessa attraverso il sudore.

Se durante la normale attività quotidiana queste due funzioni coesistono senza problemi, nel momento in cui si pratica sport l’aumentata produzione di sudore potrebbe rendere difficoltosa l’altra funzione, non solo peggiorando le prestazioni, ma provocando anche sofferenza agli organi del corpo.

Ecco quindi che mantenere l’organismo costantemente idratato, assumendo almeno 1,5 l di acqua al giorno, fa sì che ci sia un minore rischio di disidratazione e una minore necessità di bere troppo durante lo sforzo.

Prediligere un’acqua minerale bicarbonato-calcico – come Acqua Uliveto – aiuta a mantenere corretti livelli di questi importanti minerali, non solo in funzione della prestazione sportiva, ma anche perché il calcio contenuto nell’acqua, immediatamente assorbibile, permette la corretta riformazione ossea, a sua volta stimolata dall’attività sportiva.

Ecco quindi alcune semplici regole da seguire per chi pratica sport:

1. Chi pratica attività̀ sportiva, sia a livello agonistico che amatoriale, dovrebbe alimentarsi in modo sano. Oltre dunque ad assumere una dieta completa, ricca di carboidrati, frutta e verdura e povera di grassi, occorre idratarsi correttamente e costantemente per mantenere la forma fisica, avere buone prestazioni e ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.

2. È importante assumere adeguate quantità̀ di acqua quando si pratica uno sforzo prolungato.

3. Occorre bere costantemente, durante tutta la giornata e non solo quando si avverte lo stimolo della sete. Nel momento in cui si fa attività sportiva meglio bere a piccoli sorsi e idratarsi prima, durante e dopo l’attività.

Restare in forma in quarantena

Come si fa a restare in forma costretti ad una vita sedentaria e chiusi in casa?

Cucinare si è rivelato non solo un piacevole conforto, ma anche il passatempo preferito dagli italiani! Carboidrati, grassi e zuccheri però non sono proprio la soluzione migliore per la salute a lungo andare.

Il nostro metabolismo, ai tempi della quarantena, è molto rallentato, dal momento che non siamo praticamente più esposti alla luce solare, abbiamo ritmi lenti e viviamo sempre alla stessa temperatura, quella di casa nostra.

Occorre dunque riattivare il metabolismo con una sana alimentazione e un’attività fisica adatta agli spazi domestici.

COMINCIAMO DALLA TAVOLA!

Mangiare regolarmente aiuta l’organismo a mantenere l’equilibrio, quindi attenetevi a 5 pasti al giorno (colazione/spuntino/pranzo/frutto a metà pomeriggio/cena).

Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno è importantissimo per l’equilibrio di molte funzioni organiche.  

Non fate mancare 5 porzioni di frutta e verdura ad accompagnare ogni pasto, sia per gli elementi che contengono che per il loro basso contenuto calorico, che ci aiuta a controllare il peso.

Cucinate i piatti in modo sano, con la cottura al vapore, al forno o in padella, evitando le tanto amate cotture lunghe, i sughi ed i soffritti.

I social ci hanno raccontato nelle ultime settimane un Paese di panificatori, adesso riprendiamo il controllo dei carboidrati! Limitiamo l’assunzione di pane, pizza e pasta.

Per rafforzare il sistema immunitario diamo forza alla flora batterica, consumando ogni giorno dello yogurt.

E PER LO SPORT?

Lo sport aiuta anche a controllare i livelli di stress, migliorare l’umore, dormire bene e passare il tempo in modo sano e utile.

Chi si trova a vivere questa particolare situazione socio-sanitaria in famiglia, può organizzare delle sessioni per fare attività fisica insieme, coinvolgendo anche i bambini, trasformando il movimento in un gioco.

La quantità di tempo da dedicare a questa attività varia in base all’età e all’allenamento. I ragazzi tra i 12 e 17 anni (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità) dovrebbero praticare un’ora di sport al giorno. Gli adulti almeno mezz’ora al giorno di un’attività anche meno intensa.

Quali attività si possono svolgere in casa?

Chi ha in casa la cyclette può sfruttarla a dovere, con un allenamento quotidiano.

Altrimenti c’è il salto della corda e il corpo libero (corsa sul posto, addominali, flessioni, squat…).

Esistono molte App e canali YouTube che aiutano a creare dei programmi mirati e che contengono esercizi di stretching da fare sempre in chiusura.

Ma lo yoga sembra essere la soluzione più diffusa e amata e in rete si trovano tutorial di ogni tipo, per qualsiasi livello di preparazione ed età.

Si tratta di una disciplina che aiuta a rilassarsi, ma allo stesso tempo a tenere la muscolatura attiva. L’importante è non strafare, ma assecondare i limiti del proprio corpo e fare piccoli progressi alla volta!

Lo yoga è un mondo che unisce tradizioni antiche e meditazione, esistono molte discipline che ne interpretano i principi base, ad ognuno la scelta di ciò che più si adatta alle sue esigenze e aspirazioni.

Non dimenticate che anche se l’attività sportiva la praticate in casa, idratarsi è importante prima, durante e dopo l’allenamento. L’acqua minerale è il miglior integratore, non solo di liquidi ma anche di oligoelementi, necessari per la contrazione del muscolo.

Resta ottimale la scelta di un’acqua minerale bicarbonato-calcica, perché carica al punto giusto di bicarbonato, sodio e calcio che aiutano, tra le altre cose, a contrastare la produzione di acido lattico, prodotto sotto sforzo.

Per restare in forma in fondo basta volersi bene, avendo cura di ciò che si mangia e di come ci si tiene in movimento…ritagliando il tempo giusto anche alla lettura, alla musica e alle passioni che ci mettono di buon umore.

Tieniti in forma con 14 regole d’oro

La ricerca scientifica ha dimostrato che una buona prestazione fisica è uno strumento potente per garantire benessere e un alto livello di qualità della vita; sia che si tratti di prevenzione di malattie nell’individuo sano, sia in casi di terapia nei confronti di patologie nel malato.

L’esercizio fisico, per ottenere tutti quei benefici dimostrati dalla ricerca scientifica, deve essere prescritto e “somministrato” nelle giuste dosi, proprio come se fosse un farmaco.

Infatti, se fatto a livello insufficiente è del tutto inutile; se al contrario viene praticato in modo eccessivo può essere dannoso.

Come per qualsiasi terapia o consulto medico, anche l’attività fisica dovrebbe dunque essere prescritta dallo Specialista!

Il medico dello sport è lo specialista da contattare in questo caso; è lui infatti che può verificare lo stato di salute di un individuo ed è in grado di prescrivere l’attività sportiva più indicata, in base alle caratteristiche fisiche di ciascuno.

Che tu sia una persona sedentaria o un atleta olimpionico, il medico dello Sport metterà le sue competenze al servizio dei tuoi bisogni, desideri e capacità!

È stata proprio la Federazione Medico Sportiva Italiana, insieme ad Uliveto, a stilare le 14 regole d’oro per tenersi in forma adottando uno stile di vita sano ed una corretta pratica sportiva.

Quali di queste 14 regole segui già?

1. Praticare sport produce endorfine, le famose sostanze del benessere che ci fanno stare meglio, migliorando la circolazione del sangue, aiutando il riposo notturno, attivando il cervello.
Al giorno d’oggi, tra gli impegni scolastici e quelli professionali, è necessario mantenersi attivi, dinamici e propositivi.

2. Mantenere un’attività fisica costante: almeno 5.000 passi al giorno (10.000 è l’indicazione per i più giovani). Cellulari, conta passi e smartwatch rendono più facile tenere sotto controllo questi dati.

3. Fare un’abbondante colazione al mattino. Come ti sentiresti se digiunassi dalle 7 di mattina fino alle 15 del pomeriggio? Probabilmente saresti molto affamato. Al risveglio dal digiuno notturno hai bisogno di carburante (soprattutto se sei in fase di crescita), quindi mangia pane o fette biscottate con marmellata, oppure yogurt e cereali, latte e caffè.

4. Seguire un’alimentazione equilibrata e corretta, magari proprio come quella da tradizione mediterranea. È importante masticare lentamente, questo permette di nutrirsi meglio e mangiare meno.

5. Consumare frutta e verdura di stagione ogni giorno.

6. Non esagerare con alcolici e bevande zuccherate.

7. Non fare sport dopo aver mangiato. È bene aspettare un’ora se si è mangiato un piatto di pasta o un panino, due o tre ore se si sono consumate proteine e almeno quattro ore se si sono assunti grassi!

8. Vietato fumare. Sempre e comunque!

9. Bere acqua minerale, che non solo è il miglior integratore di liquidi, ma anche di oligoelementi essenziali che partecipano al processo di contrazione muscolare e alla trasmissione dell’impulso nervoso.

10. Mantenere l’organismo idratato. Il corpo umano è costituito per il 70% di acqua ed il sangue ne contiene il 78%, per questo va ricambiata in continuazione: tanta ne entra, tanta ne esce…E le scorie se ne vanno.

11. Non bisogna aspettare lo stimolo della sete, soprattutto se si sono superati i quaranta anni! Bere almeno 1,5/2 litri di acqua al giorno per garantire una corretta idratazione. Per non sbagliarsi basta distribuire 6-8 bicchieri d’acqua nel corso della giornata. Urine chiare sono spia di benessere.

12. Scegliere un’acqua minerale bicarbonato-calcica (l’indicazione si legge in etichetta), perché questa acqua minerale è carica al punto giusto di bicarbonato, sodio e calcio che migliorano la prestazione sportiva in allenamento e in gara. Inoltre aiuta a contrastare la produzione di acido lattico, prodotto sotto sforzo.

13. Prevenire la disidratazione durante la pratica sportiva.
È importante bere prima, durante e dopo l’attività fisica. Se infatti lo sforzo è prolungato e intenso, bere diventa essenziale…come potrebbe il sangue portare ossigeno al muscolo se, a causa della perdita di liquidi, si addensa e perde di volume?

14. Dormire almeno 8 ore a notte. Sport e alimentazione sana sono alleati del sonno per un corretto stile di vita!

Possiamo fare sempre meglio per contribuire al nostro benessere e a volte si tratta di semplici abitudini e buon senso.